A Piazza Affari perdono tutti e Fiat torna ai prezzi di marzo

da Milano

L’onda lunga dei subprime colpisce tutti i titoli guida di Piazza Affari: non solo i bancari (si veda l’altro articolo a fianco), ma anche, per citare alcuni casi, Eni (-3,96%), Finmeccanica (-5,05%) e Enel (-2,71%).
In diverse occasioni, l’instabilità prodotta dai mutui Ninja ha finito per amplificare, con forza improvvisa e sorprendente, ribassi in atto da qualche tempo. Esemplare, in questo senso, è il caso Fiat. Mentre Sergio Marchionne è a Buenos Aires per il lancio della Punto in Sud America, mercato decisivo per la salubrità presente e futura dei conti della casa automobilistica, a Milano proseguono le vendite sul titolo del Lingotto. Ieri l’azione ordinaria ha chiuso in calo del 5,54% a 18,89 euro. Poteva andare peggio: a metà pomeriggio la perdita massima era stata del 7,49 per cento. Gli scambi hanno riguardato il 4,7% del capitale. Nell’ultimo mese, l’erosione del suo valore è stata del 20,8 per cento. E sul mercato è successo di tutto: una trimestrale con buoni risultati, i nuovi accordi industriali e commerciali in Cina, l’accavallarsi delle informazioni sugli ordini della Cinquecento, «icona» su cui Torino punta non poco, e l’annuncio del piano di acquisizione di azioni proprie (ieri la società ha comperato altri 1,2 milioni di titoli, con un investimento finora pari a 401 milioni di euro). Non è servito a nulla. Ogni mattina, puntuali, mani pesanti hanno venduto titoli Fiat.
Ora, la paura dei mutui a rischio ha creato un clima di tensione tale da accentuare una tendenza presente da qualche settimana: la smobilizzazione del titolo dai portafogli di investitori che nell’ultimo anno, puntando su Fiat, hanno guadagnato il 70,44 per cento. Ma che avevano già mostrato di considerare concluso il turn-around di Marchionne, prima che il fuoco dell’instabilità finanziaria incendiasse Wall Street e attecchisse in Europa.