Piazza Affari riscopre il fascino delle matricole

Torna la fiducia dopo l’ubriacatura da new economy

Luca Pace

da Milano

Le matricole tornano a Piazza Affari. Il 2005 non è ancora finito che la Borsa milanese ha già accolto 19 nuove società nel suo listino. E a fine anno con la quotazione di Eurofly e Kerself si arriverà a ben 22 Ipo. Il doppio esatto del 2004. Segno che la fiducia nel mercato è tornata. La prima debuttante di quest’anno è stata Igd, l’immobiliare della grande distribuzione che il primo giorno, l’11 febbraio, è stata accolta con un trionfo (+ 24%). Oggi Igd festeggia i 10 mesi di quotazione con un guadagno di oltre il 40%.
Non male nemmeno le altre esordienti. Mondo Home Entertainment, arrivata il 28 febbraio, ha messo a segno un guadagno del 118% registrando la miglior performance dal collocamento.
Ma rialzi da capogiro li hanno fatti segnare anche molti altri debuttanti. Banca Italease, che aveva già registrato il pieno nella fase di collocamento con richieste pari a 12,5 volte l’offerta, da metà giugno a oggi ha guadagnato il 106% dimostrando che anche l’assenza di contendibilità, un patto di sindacato stretto tra un pool di banche popolari blinda oltre il 50% del capitale, non ha frenato il titolo. E non si può dimenticare Eurotech. La società dei nano-pc capitalizza poco più di 125 milioni di euro ma da quando si è quotata, solo 11 giorni fa, le sue azioni sono andate a ruba con un rialzo del 103%. Massimo Mauri, vicepresidente del gruppo, ha commentato dicendo che «probabilmente il prezzo di collocamento era un po’ basso ma il lavoro di Mediobanca (l’advisor per la quotazione, ndr) è stato ottimo». Ora il gruppo ha risorse sufficienti per continuare a investire. Dopo l’Ipo la posizione finanziaria netta è positiva per circa 25 milioni, pari al 20% della sua capitalizzazione.
Anche per le altre società quasi tutti i proventi dell’Ipo sono serviti a riequilibrare la posizione finanziaria netta e per tornare a investire. Save, che non vanta un grande primato dall’Ipo, meno 13% dal collocamento, grazie ai 160 milioni raccolti ha potuto sistemare i debiti e continuare a espandersi. Solo pochi mesi dopo la quotazione il gruppo che gestisce gli aeroporti di Venezia e Treviso ha acquistato il 10% di Gemina per sfruttare le sinergie con Adr, controllati da Gemina.
Infine l’ultima Ipo di Piazza Affari è quella di venerdì che ha segnato il ritorno di Safilo. L’accoglienza del mercato è stata un po’ fredda, solo più 0,8% a 4,94 euro, ma rappresenta anche la più grande quotazione di una società industriale negli ultimi 5 anni. Segno che qualcosa nei mercati è cambiato. Solo 4 anni fa Safilo lasciava la Borsa, ora invece vi fa ritorno con una valutazione che è il 25% maggiore sull’Enterprise value, valore della società, di quando venne ritirata dal mercato. Per capire come mai è ritornata la fiducia nel mercato bisogna infatti fare un passo indietro e tornare al 2000. In piena ubriacatura da new economy Piazza Affari contò più di 40 Ipo, poi il mercato iniziò a sgonfiarsi e gli investitori si trovarono in portafoglio titoli che valevano un decimo del loro prezzo di collocamento. Si arrivò così al 2003, l’anno nero per l’Ipo: solo 5. «Oggi è diverso - spiega un gestore -, tutti i collocamenti avvengono a sconto rispetto ai concorrenti già quotati e i multipli tra i diversi settori non sono così diversi: si passa da circa 10 volte a massimo 20 volte il rapporto tra prezzi e utili, contro anche le 500 volte del 2000.