Piazza Affari scommette su Pirelli Re

da Milano

Dopo un anno di vendite in Borsa ieri Pirelli Real Estate si è svegliata dal torpore mettendo a segno un rialzo del 5,3% e riportandosi a 17,32 euro. Il balzo della società immobiliare di Marco Tronchetti Provera ha trascinato con sé tutto il settore: Risanamento, società controllata da Luigi Zunino, ha guadagnato il 3,1%; acquisti anche su Immobiliare Grande Distribuzione, che ha chiuso la seduta in rialzo dell’1,6% in un mercato colpito dalle vendite.
Ad accendere i riflettori su Pirelli Re sono state le voci di Opa da parte della Pirelli che la controlla al 58%. «Rumors che trovano terreno fertile in un settore, come quello immobiliare, crollato ai minimi degli ultimi sei anni», spiega un analista. Pirelli Re da aprile 2007 a oggi ha perso oltre il 70% del suo valore.
A surriscaldare le voci di un delisting sono state anche le parole di Tronchetti Provera. Il manager della Bicocca ha negato il suo interesse per la divisione dei truck di Continental. «E il mercato ha fatto due più due. Se Pirelli non vuole spendere nel settore pneumatici ha mezzi a sufficienza per acquistare tutta la sua Real Estate», spiega un gestore. In effetti alla holding le risorse non mancano. Dopo la cessione di Telecom Italia e la distribuzione del superdividendo di oltre 870 milioni, Pirelli è tra le società meno indebitate sul mercato. «Il gruppo potrebbe indebitarsi per altri 600 milioni di euro senza compromettere la sua situazione finanziaria», spiega un altro analista.
Solo l’anno scorso Pirelli Re capitalizzava oltre 2 miliardi, ora vale 740 milioni ma il suo patrimonio gestito è rimasto sostanzialmente invariato: 13 miliardi di euro che a breve diventeranno 18, grazie all’acquisto per 4,6 miliardi del portafoglio di Highstreet dalla tedesca Arcandor e a un miliardo che il gruppo intende raccogliere con il nuovo fondo opportunistico europeo.
«È indubbio che a questi prezzi Pirelli Re è un bocconcino interessante. Dalla Biccoca però hanno più volte smentito il delisting e se Pirelli avesse avuto davvero l’intenzione di lanciare un’Opa sulla controllata l’avrebbe già fatto», commenta un gestore secondo cui il rialzo di ieri potrebbe essere legato al clima di novità creato nel settore immobiliare dalla quotazione di Immit. Secondo alcune indiscrezioni raccolte ieri pomeriggio nelle sale operative le adesioni parevano infatti andare al meglio, segno che il mattone tornerebbe ad attrarre investimenti.
In serata Intesa Sanpaolo, che controlla Immit, ha però deciso di lasciare le prenotazioni aperte per un’altra settimana: fino al 12 giugno.