Piazza Affari sprint: crescerà tra l’8 e il 10%

Mercato italiano meno caro di altri europei Tra i titoli preferiti, energetici e petroliferi

da Milano

È compresa tra l’8 e il 10% la crescita attesa per il listino azionario milanese nel 2006. La stima è di Helmut Kaiser, chief strategist di Deutsche Bank Private Asset Management.
«Tra i temi sotto i riflettori nel corso del prossimo anno a livello europeo - ha spiegato Kaiser - ci saranno soprattutto le attività nelle fusioni e acquisizioni, con un ulteriore consolidamento atteso in particolare nel settore bancario per quel che riguarda l’Italia. Nell’intero Vecchio Continente tra i temi importanti spiccheranno poi le risorse del futuro, i mercati emergenti e gli investimenti nelle infrastrutture». A Piazza Affari, ulteriori aumenti - dopo i guadagni del 12% circa segnati dall’indice Mib30 nel 2005 - sono attesi nel breve termine soprattutto nei titoli del settore energetico e petrolifero. «Il mercato italiano è da considerarsi meno caro rispetto agli altri listini europei dal punto di vista del rapporto prezzo/utile» ha spiegato Kaiser.
Più in generale le prospettive dei mercati finanziari nel 2006 rifletteranno una normalizzazione delle aspettative nel ciclo degli investimenti. A livello globale è attesa una crescita più contenuta dell’economia mondiale, al 3,3%, dopo l’aumento del 4,3% nel 2005 e del 5% nel 2004. Per la Cina è atteso però un Pil in crescita dell’8% e per l’India è visto in aumento del 6%. Solo del 2% l’incremento previsto per Eurolandia.
Una seconda opinione sui movimenti dei mercati viene da Merrill Lynch. Secondo la banca Usa c’è la possibilità che «dopo il 2006 potremmo assistere in Europa alla nascita di un mercato dei titoli di debito a due velocità: con Paesi come Grecia, Italia e Portogallo, caratterizzati da forti disavanzi di bilancio, e altri come Olanda e Finlandia, finanziariamente più forti». Per Cameron Watt, responsabile della strategia degli investimenti di Merrill Lynch, nel prossimo anno i bond dei Paesi anglosassoni saranno probabilmente più onerosi. I crescenti disavanzi di bilancio in Usa, Regno Unito ed Europa negli ultimi 5 anni faranno aumentare, aggiunge, la rischiosità dei titoli di debito.
«Il principale messaggio che vogliamo comunicare per il 2006 - dichiara Cameron - è che, a nostro avviso, il rischio inflazione è oramai in via di risoluzione e i tassi del dollaro Usa toccheranno il massimo nella prima metà dell’anno. Per contro nell’eurozona la fase rialzista è appena iniziata e in seguito si inizierà a vedere una politica fiscale restrittiva». Inoltre la prolungata crescita dei corsi petroliferi e delle commodities ha innescato in passato i timori inflativi ma, sostiene l’analista, «negli Usa l’inflazione è sotto controllo e in numerosi Paesi emergenti la pressione continua ad alleggerirsi».
L’esperto, inoltre, ritiene che dopo i forti rialzi delle materie prime registrati nel corso del 2005, legati soprattutto alla domanda di Cina e India, nel prossimo anno «questo mercato entrerà in una fase matura, con un rallentamento nella crescita dei prezzi». Tra le diverse tematiche individuate c’è anche la diminuzione del rischio nei Paesi emergenti. In America Latina, sostiene Cameron, i titoli sono valutati al di sotto dei livelli storici e offrono agli investitori opportunità di crescita. Inoltre, secondo un sondaggio realizzato dal settimanale Milano Finanza tra 40 gestori e responsabili d’investimento italiani e internazionali, sarebbero Generali, Unicredit e St Microelectronics le probabili regine di piazza Affari nel 2006. Seguono a ruota San Paolo, Eni e Telecom Italia che precedono Autogrill, Fiat, Banca Fideuram e Banca Intesa. Il rally dei mercati emergenti dovrebbe continuare anche nel 2006, privilegiando l’Asia e in particolare il Giappone.
Quanto agli Stati Uniti l’indice Dow Jones dovrebbe crescere fino al 10% durante il 2006, mentre il Nasdaq potrebbe anche superare questa soglia.