Piazza Affari torna su. Colpa del Cav? Dalla Ue 109 miliardi per la Grecia

Domanda semplice semplice ai tanti che legano l’andamento del mercato
finanziario alle alterne fortune del governo Berlusconi: perché ieri i
mercati sono stati così brillanti? Se le Borse perdono è colpa di
Berlusconi. E se guadagnano? Il punto è che i mercati se ne impipano del Cav...

Il governo una settimana fa ha approvato una brutta manovra con una bella tempestività. E i mercati hanno vissuto subito dopo un lunedì nero. Lo stesso governo è stato poi sconfitto in un voto importante alla Camera, che ne compromette la tenuta. E i mercati ieri hanno vissuto un giovedì d’oro.

Domanda semplice semplice ai tanti che legano l’andamento del mercato finanziario alle alterne fortune del governo Berlusconi: perché ieri i mercati sono stati così brillanti? Se le Borse perdono è colpa di Berlusconi. E se guadagnano? Giacché il Cav e il suo governo sono la causa dei movimenti sul mercato ciò dovrebbe valere in tutte e due le direzioni. C’è poco da fare con la logica. Il punto è che i mercati se ne impipano del Cav e del suo governo. Sia chiaro, non sono indifferenti alle cose di casa nostra. Tutt’altro. E la necessità di ridurre il nostro mostruoso debito pubblico, con tagli strutturali della spesa, piuttosto che con manovre alla Andreotti di aumento delle tasse, è fondamentale. Ma i mercati oggi, come ieri,guardano all’Europa e alle sue decisioni sull’euro.E al primo segnale di esistenza di un accordo politico per il salvataggio della Grecia, gli speculatori si sono ritirati di buon grado. Spesso chiudendo posizioni corte (vendita di titoli più o meno allo scoperto) per portarsi a casa guadagni e liquidità.

La politica economica italiana e la bufera sui mercati viaggiano insomma su due piani diversi. Fare una cosa giusta o sbagliata in casa non ha poi un così gran rilievo per i money manager. Ovviamente il rilievo lo ha per i cittadini italiani, che preferirebbero un futuro di crescita e non già di tassazioni e patrimoniali.

Ma ritorniamo all’Europa. Ieri alle sole prime indiscrezioni di una Piano Marshall per la Grecia, le Borse di tutta Europa hanno girato in positivo. E nello stesso istante i differenziali di rendimento dei Btp sui Bund sono scesi da 280 punti a 250. È davvero presto per dire se siamo al sicuro. Anzi ragionevolezza vorrebbe che ciò non sia. Per due ordini di motivi.

1.L’interesse, legittimo, ma miope della Germania. Oggi i tassi sul suo debito sono di circa due punti percentuali inferiori alla media Ue. Il che vuol dire che sull’immenso debito pubblico tedesco (sì immenso, poiché è pari in termini assoluti a quello italiano) questi tassi favorevoli rendono un risparmio di 40 miliardi l’anno.Far digerire ai tedeschi una riduzione di questo loro dividendo europeo non è comprensibilmente facile. Anche se il fallimento dell’euro si rivelerebbe per loro molto più costoso.

2. La Banca centrale europea ha le armi spuntate rispetto a quella americana. E dunque la difesa che può mettere in campo nei confronti dei suoi membri è relativamente più vulnerabile rispetto a quella della Fed. Se la speculazione dovesse decidere dove indirizzare l’enorme liquidità di cui oggi dispone, è facile prevedere un nuovo morso alla nostra succosa mela continentale.