Piazza Banchi e i banchetti, opinioni a confronto

Spettabile il Giornale, edizione genovese, sono rimasto colpito (direi pietrificato) dall'articolo di Sergio Maifredi, soprattutto per le sue ipotesi «baricentriche». Di sicuro non ho rimpianto di non poterlo avere alla Cultura in una possibile giunta di centro-destra.
Le sue idee sulla «sua» Loggia risentono dei soliti luoghi comuni sull'infiltrazione commerciale degli ambulanti. Essi sono il cancro dell'arte. Si insinuano, come piante infestanti, in posizioni strategico-archeologiche, distruggendo un paesaggio virtuale da cartolina.
Il fatto che la Loggia sia occupata da mostre (nomen omen) spesso scadenti non lo autorizza a prospettare panorami da day after con la scomparsa dell'uomo a favore dell'evidenza architettonica. Un paesaggio lunare, con cattedrali di pietra, visibili ma vuote. Sicuramente anche i turisti, se in troppo numero, potrebbero impedire la «trasparenza». Forse sarebbe preferibile limitarne l'accesso: uno ogni mezz'ora, scalzo , senza macchina fotografica, in religioso silenzio.
A contemplare che cosa? Forse il «soppalco in vetro e acciaio», quella «cabina di regia» che Sergio Maifredi pensa possa «dare una riconoscibilità alla Loggia di Banchi». Ma quel povero turista sarebbe nella stessa situazione di Fantozzi durante la visione perpetua della corazzata Potémkin (che poi era un incrociatore corazzato). La solita «boiata pazzesca».
Io sono un responsabile del degrado della Loggia. Sul mio banco, che come la gramigna è abbarbicato alle vetrate sporche, si trovano «cassette e Dvd di terz'ordine». Mi rifiuto di vendere Bergman e Truffaut, Ciprì e Maresca. Solo Vanzina, fortissimamente Vanzina. Inoltre i peggior film americani con Seagal, Van Damme, Chuck Norris a danno di film lituani, boemi, ciprioti, colombiani, vincitori di qualche premio sconosciuto in qualche sconosciuto festival del cinema. I miei attori preferiti sono Bombolo, Banfi, De Sica jr., Boldi, Alvaro Vitali. Purtroppo la mia cultura limitata mi impedisce di selezionare il materiale. C'è Feltrinelli e la Fnac per questo. Inoltre, orribile visu, vendo anche Cd di pessima qualità e importati direttamente da Radio Zeta. Musica da balera, qualche operetta (le opere sono troppo di nicchia) e tanto tanto Al Bano.
Ma ci sono anche altri nemici di Maifredi. I fiori che impiastrano il cemento, che ammorbano con le loro esalazioni odorose, che turbano il passaggio di camion e auto.
Questo no non lo turba Maifredi.
Se quasi-Tir sfrecciano in via Orefici, come se fossero sull'autostrada dei Fiori, la centralità non viene compromessa. La Loggia è salva. La cultura (di vetro) è salva. Ma anche i quadri sono nemici di Maifredi: «tagliano la prospettiva della facciata della Chiesa». E certo, le banche non si vedono bene, in una piazza che porta il loro nome. Forse abbattendo anche qualche palazzo la prospettiva potrebbe migliorare. E poi perché lasciare che le bancarelle coprano quei due sassi medievali sotterrati sulla piazza? Un museo a cielo aperto, come a Pompei. Magari con le figure dei bancarellai pietrificati. Forse sono uno di quelli.
Grazie Marta Vincenzi, anche se non ti ho votato, grazie per aver infranto il sogno di Maifredi, la sua «cabina di regia», la «sua» Loggia.
Genova, presso la Loggia della Mercanzia (la «mia» Loggia).
un venditore
non abusivo
di Dvd di terz'ordine

Caro Signor Diego Meldi,
se lei, che in Piazza Banchi ci lavora, non ne percepisce il degrado non so cosa dirle. Credo sia evidente e sotto gli occhi di tutti. Credo che anche lei lavorerebbe meglio in una piazza riportata ad una condizione decorosa.
Per il resto non voglio contrapporre la mia visione alla sua, ai cittadini basta andare a far due passi in piazza Banchi per rendersi conto della situazione.
Un cordiale saluto
Sergio Maifredi