In piazza contro la sinistra, poi votano sinistra

Erika Falone

La sinistra propone, impone, progetti che la popolazione rifiuta. I cittadini scendono in piazza per far sentire la loro voce. Gridano il loro no, sempre più insoddisfatti e delusi dal governo della città. Poi, al momento delle elezioni, ancora una volta, votano a sinistra.
Ponente genovese, là dove la storia si ripete. Adesso per l’inceneritore di Scarpino. Prima per il depuratore di Cornigliano. Ancora prima per il canile di Sestri, senza dimenticare i riempimenti del porto di Voltri. L’altro giorno, a protestare nell’atrio di palazzo Tursi, Sestri sarà pur stata «rossa... di rabbia», come recitava uno degli striscioni dei manifestanti. Ma è un dato di fatto che Sestri è rossa sempre. Come tutto il Ponente. «Al Polcevera e al Ponente prendete i voti e ci trattate come rumente» ammetteva un cartellone esibito dal corteo che ha occupato via Garibaldi l'atra mattina, mentre l’aula - tanto per cambiare - Rossa, discuteva del termovalorizzatore. I conti proprio non tornano. Chi vota a sinistra contro chi, di sinistra, è stato votato. E Scarpino è solo la punta dell’iceberg. Che dire dei depuratori? Quello di sestri Ponente messo sotto sequestro, e la popolazione del Ponente che qualche settimana fa era scesa in piazza per i miasmi provenienti da quello di Cornigliano, accentuati sì dal caldo, ma dovuti anche alla cattiva gestione dell’impianto: i liquami sono finiti pure sulla scrivania del sindaco, grazie a un rappresentante di un’associazione di cittadini che, eludendo la sorveglianza, è riuscito a entrare nell’aula consiliare e a depositare sotto il naso di Pericu un vasetto maleodorante.
La chiusura dell’altoforno di Cornigliano, ancora: voluta e ottenuta da Sandro Biasotti, l’allora presidente della Regione, era stata salutata con grandi applausi dalla popolazione. Che, tanto per ringraziare, ha eletto poi Burlando.
Per non parlare dell’annosa questione del canile. La «casa degli animali» che sorgerà a Monte Contessa, sopra a Sestri Ponente, non gode del benestare dei cittadini e della circoscrizione, che hanno subissato di critiche Tursi per lo spreco di denari pubblici. «Vanno appurate le responsabilità» tuonavano i sestresi. Il presidente del Medio Levante, Stefano Bernini, aveva tra l’altro chiesto le dimissioni di Luca Dallorto, assessore alle Politiche ambientali del Comune. Intanto però la struttura sarà inaugurata nell’inverno 2007, alla vigilia delle elezioni comunali. Quando, c’è da aspettarselo, seppur delusi e insoddisfatti i ponentini voteranno nuovamente a sinistra. I problemi della zona non riguardano solo l’ambiente. Sulle pagine del mensile «Sestrese» non è raro leggere lamentele per il disinteresse mostrato dalle istituzioni. E del sindaco, le cui apparizioni in consiglio di circoscrizione sono davvero molto rare.
Il copione si è ripetuto l’altro giorno a Tursi, con le azioni di disturbo mirate all’interruzione dei lavori del consiglio comunale che ha approvato il piano per il termovalorizzatore a Scarpino con una maggioranza schiacciante: 31 a 8. Una manifestazione di protesta colorata da magliette rosse con il viso di Che Guevara, animata per tutto il giorno dai giovani del Buridda che gridavano: «Ridateci il voto». Forse sarebbe stato più corretto un «prestatecelo, tanto alle prossime elezioni ve lo restituiamo».