«Piazza Duomo resti aperta ai comizi»

Il deputato di An: «Nella zona organizzerei anche bei concerti, avvicinano i giovani. La pista natalizia? Allontana il degrado»

Sabrina Cottone

Chi non ricorda un giovanissimo Ignazio La Russa arringare la folla di piazza Castello? Erano i caldissimi anni Settanta e la scena è finita nella storia del cinema, grazie a Bellocchio e al suo Sbatti il mostro in prima pagina. «Ma il mostro non ero io!» ridacchia La Russa. Trentacinque anni dopo, con intima coerenza, il capogruppo dei deputati di An, milanese d’adozione, difende il diritto di libero comizio ovunque. Anche in piazza Duomo. E la sacralità proclamata dalla Curia e difesa nientemeno che da Vittorio Sgarbi? «Le città italiane sono nate e cresciute intorno alle piazze. Sui sagrati delle chiese sono avvenuti i comizi più importanti della nostra storia politica» risponde senza paura di sembrare sacrilego. Il problema, secondo La Russa, è un altro e cioè la tutela del decoro: «Basta con i bivacchi e con le cartacce, piazza Duomo va ripulita. È bene che ospiti solo eventi di livello, ma le iniziative sono fondamentali per tenere l’area viva e tutelarla meglio».
È in polemica con Sgarbi? In Alleanza nazionale c’è una certa inquietudine per l’interventismo dell’assessore alla Cultura...
«Sono d’accordo con Sgarbi su molte questioni, a partire dalla necessità di difendere il bello a Milano. Nei giorni scorsi l’ho incontrato insieme con il nostro assessore, Maurizio Cadeo e siamo arrivati all’intesa che i due assessori si consulteranno reciprocamente per quel che riguarda l’arredo urbano e la cultura. Sono lieto di aver favorito quest’incontro e mi sento garante dell’accordo. Detto questo, su piazza Duomo mi trovo in posizione dialettica con Sgarbi».
Sì alla politica in piazza Duomo? E come la mettiamo con il paragone fatto con piazza San Pietro?
«Piazza San Pietro non c’entra nulla. Lì la sacralità è data non dalla basilica ma dalla presenza del Vaticano. Altrimenti, di questo passo, il discorso dovrebbe valere per Sant’Agata a Catania e per tutte le altre città. Il punto è che le chiese sono lì perché quelle sono le piazze principali e non viceversa. In piazza Duomo bisognerebbe organizzare più comizi. Che cosa c’è di più alto dell’incontro politico?».
Vuole dare il buon esempio chiedendo la piazza per An?
«L’ultimo a farlo è stato Bossi. È naturale che sia così, perché è una piazza di richiamo che consente di sfidare la concorrenza che la tv fa ai comizi. Comunque quest’anno organizzeremo un evento di piazza per la Festa tricolore. Al posto della palazzina Liberty, chiederemo piazza Cordusio o corso Vittorio Emanuele. Così saremo molto vicini al Duomo».
Insomma, Duomo piazza aperta. E che cosa risponde a chi si lamenta?
«Aprirei piazza Duomo non solo alla politica ma a tutte le cose belle. La mia idea è che tutto quel che si può fare in piazza San Carlo o a Chiesa Rossa o in viale Argonne si possa fare anche in piazza Duomo. Un bel concerto organizzato bene avvicina i giovani. È ovvio che non possa venire a strimpellare il primo che passa, ma ritengo molto positive tutte le iniziative volute in passato dal Comune».
Che cosa ne pensa della pista da pattinaggio natalizia? Anche il ghiaccio stile New York è finito sotto accusa.
«Ci mancherebbe altro! A chi ha mai dato fastidio? È un’attività gradita ai cittadini che allontana il degrado. Le foto dimostrano che è un elemento di valorizzazione della città».
In molti sostengono che gli allestimenti tradizionali, tendoni e recinzioni non sono all’altezza della piazza.
«Sono d’accordo: servono standard estetici più elevati. È necessario realizzare insediamenti con maggiori caratteristiche di qualità e questo non vale solo per piazza Duomo ma per tutto il centro. Basta con quelle brutte tende di plastica».