Piazza Irnerio, un pomeriggio «blindato»

Daniele Petraroli

Un pomeriggio ad alta tensione all’Aurelio. Non è bastato il divieto di manifestare per motivi di ordine pubblico imposto dal prefetto Marcello Fulvi e dal questore Achille Serra. Nella zona di piazza Irnerio, dove si sarebbe dovuto tenere la manifestazione dell’Msi-Fiamma Tricolore in favore della grazia a Priebke, si sono presentati prima una cinquantina di «antifascisti», poi un gruppetto di militanti del partito dell’estrema destra. I primi hanno distribuito volantini in piazza Giureconsulti, i secondi, appena quattro persone, sono arrivati a esporre il loro striscione («Grazia per Priebke») in piazza Irnerio. Tutta la zona, però, ha subìto un accerchiamento da parte delle forze dell’ordine per ore.
«Nessun presidio sarà oggi tollerato», era stato l’annuncio deciso di Serra in mattinata e per farlo rispettare sono stati mobilitati centinaia di poliziotti e carabinieri. Più di dieci camionette e un elicottero a sorvolare la zona mentre le persone si chiudevano in casa per timore di disordini. Il bilancio, a fine serata, è comunque positivo per le forze dell’ordine. Niente scontri, nessuna carica e, quindi, per fortuna, nessun ferito. I provvedimenti, però, a senso unico. Nessun fermo tra i manifestanti dell’ultrasinistra, quattro denunce, invece, per i militanti della Fiamma per manifestazione non autorizzata. Tra di loro anche Giuliano Castellino, segretario provinciale del movimento, e Maurizio Boccacci, vicesegretario nazionale.
Le polemiche, però, sono destinate a continuare. Nei giorni scorsi, infatti, la decisione di vietare la manifestazione aveva scatenato il dibattito politico. Se la sinistra, più o meno estrema, aveva salutato con soddisfazione la scelta di questore e prefetto, a destra, ma anche nella Margherita, si consumavano dubbi sui limiti alla libertà di espressione. Il capogruppo di An Piergiorgio Benvenuti pur «ribadendo la ferma condanna dell’eccidio compiuto da Priebke alle Fosse Ardeatine» aveva detto di voler difendere «la possibilità per tutti di esprimere le proprie idee e di manifestare liberamente». Dubbi erano stati espressi anche dal coordinatore della Margherita a Roma. «Sono contrarissimo alla concessione della grazia al responsabile dell’eccidio delle Fosse Ardeatine Eric Priebke - le parole di Roberto Giachetti - mi chiedo però dopo l’ennesimo provvedimento che vieta un corteo dell’estrema destra, se la strada giusta sia questa. Si può impedire così sistematicamente e preventivamente la libertà di manifestazione e di espressione del pensiero?».
È la quarta volta, infatti, che viene vietato un corteo a un gruppo di destra per «motivi di ordine pubblico» negli ultimi sei mesi. Precedentemente, però, a organizzarle era stata Forza Nuova. L’ultimo episodio a giugno nel quartiere Centocelle. Il pomeriggio di scontri si concluse con sette militanti del movimento in carcere e una decina di feriti. La motivazione sempre la stessa. Una sigla dell’estrema sinistra annuncia una manifestazione allo stesso luogo e alla stessa ora e così il questore decide di annullare anche la prima. «Questa volta però il divieto è stato preso per motivi politici. La comunità ebraica si è opposta in quanto “parte lesa” del processo Priebke», ha detto Castellino all’uscita dalla Questura dopo essere stato denunciato.