Piazza Navona, il vigile De Sica litiga con la tassista Canalis

Priscilla Quagliarotti

Ciak, si gira a Piazza Navona. Ed è un po’ come tornare qualche lustro indietro nel tempo, quando la Roma felliniana pullulava di attori e registi famosi. È una domenica mattina assolata, di aria primaverile; nella storica piazza bivacca una folla di curiosi e turisti , americani e giapponesi, per lo più. Ecco irrompere Elisabetta Canalis, tassista milanese «imbranata», smarrita nel caotico traffico romano, che chiede, proprio a lui, il famigerato vigile Urbano Persichetti (Christian De Sica): «Scusi, per Piazza Navona?».
Per il romano doc, Persichetti, affiancato dall’immancabile Rodolfo Laganà, è una provocazione senza limiti. «Ma scusi, ribatte De Sica/Persichetti, agitando platealmente le braccia verso la chiesa del Borromini - lo sa dove si trova? Proprio in piazza Navona, ma lei da dove viene?» «Milano, è il mio primo giorno di lavoro». «E anche l’ultimo», risponde in romanesco un ancora più insolentito Laganà. Da questo siparietto, a colpi di gag, prende il via una delle puntate più divertenti della serie di caroselli televisivi programmati dalla Tim, per lanciare le ultime offerte promozionali. A calmare i bollenti spiriti dei due scatenati vigili è una affascinante Elisabetta Canalis, che riesce a smorzare l’antica rivalità tra romani e milanesi.
Tutto un divertissement, diretto con abile maestria dal regista Daniele Luchetti. Lo spot dura 40 secondi e andrà in onda da domenica 19 marzo. Come giudica, chiediamo al regista, questa esperienza? «Molto stimolante perché gli attori sono in gamba a giocare sul genere della commedia italiana». Questo matrimonio tra cinema e pubblicità è destinato a durare? «Il rapporto è sempre stato abbastanza ricco, perché spesso i registi di cinema hanno fatto pubblicità, e spesso è successo anche il contrario. Credo che il mestiere sia abbastanza diverso: quando un attore fa pubblicità, gli viene chiesto di dimenticare il cinema, e questo succede spesso anche al contrario».
Lei ha diretto film come Il Portaborse o La Scuola, film particolari legati a certi aspetti della vita del Paese. L'esperienza dei «caroselli» potrà dare un valore aggiunto al suo modo di fare cinema? «Sicuramente molte cose che ho sperimentato all’interno della pubblicità, sono finite poi nel cinema. In particolare ho sentito di poter sviluppare più liberamente il rapporto con la commedia, quando dalla pubblicità sono tornato al cinema. Nella storia della pubblicità, quale spot l’ha colpita maggiormente? «Da bambino quelli girati da Pasolini con Ninetto Davoli che cantava sulla bicicletta».
Particolarmente soddisfatti gli attori, attorniati da una folla di curiosi. Se la Canalis è impegnatissima a divorare un panino in attesa del «si gira», De Sica insieme a Laganà, appare gasato quanto non mai, e gli chiediamo: nella storia della pubblicità, quale spot l’ha colpita maggiormente? «Mi piaceva molto Carmencita. Ho un ricordo legato alla mia adolescenza, per cui quando lo riproiettano mi fa tenerezza. Tutta la pubblicità dei caroselli degli anni ’60 mi piaceva molto, ecco perché sono felice di fare questi spot di Mauro Mortaroli perché riprendono quel tipo di pubblicità che non era pubblicità, ma era commedia». Che rapporto ha con il telefono? «Lo uso poco, perché grazie a Dio mia moglie mi fa anche da agente. Quindi ho un telefono il cui numero ce l’hanno solo in tre persone, mia madre e i miei figli».
Qual è stato il migliore regista con cui ha lavorato? «Roberto Rossellini, che mi ha diretto quando avevo 18 anni, nel primo film della mia vita, e mio padre Vittorio». Tra i registi del panorama italiano e internazionale, da chi vorrebbe essere diretto? «Da Martin Scorsese». Da quando indossa la divisa da vigile prende meno multe? «Sì, mi vogliono più bene, vedono un “collega”, e spesso chiudono un occhio. Comunque sono uno molto attento, anche perché interpretando il ruolo di “pizzardone” non posso permettermi di essere indisciplinato». Se De Sica, depista le telefonate sul cellulare della moglie, una cellular-dipendente, è proprio la Canalis, che dice: «Ho un rapporto morboso con i cellulari». Ti piacerebbe essere diretta in un film di Luchetti? «Sì, è molto bravo». Nel panorama cinematografico, chi sono le tue attrici preferite? «Scarlett Johansson, Jessica Alba e Drew Barrymore, un’artista che è riuscita a dare un’anima alla commedia americana, solitamente un po’ trash». Si è fatta quasi ora di pranzo, gli attori sono anche un po’ stanchi.
Interrotti da un incorreggibile De Sica, («Se vuole perdere tempo, gliela faccia»), rivolgiamo una domanda a Laganà: tra tanti ruoli comici, ha mai interpretato una parte drammatica o le piacerebbe farlo? L’ho interpretata due anni fa con Valeria Golino in Prendimi e portami via. A me piace far ridere». «Anche se il suo sogno nel cassetto - scherza De Sica - è interpretare Romeo». «Sono contento - conclude Laganà - di fare ruoli comici, è la mia passione». E con le multe come va? «Malissimo, mi arrivano dei blocchi enormi di multe».