Piazza Navona, vittoria totale (o quasi) degli artisti

Valeria Arnaldi

Hanno vinto i pittori. Dopo oltre due mesi di trattative, il provvedimento di sgombero di piazza Navona votato dal consiglio comunale lo scorso 25 ottobre, su proposta del sindaco Walter Veltroni, si è risolto in un nulla di fatto. In piazza resteranno tutti - pittori, ritrattisti, artisti - o quasi. A deciderlo è stato inaspettatamente lo stesso Veltroni, che dopo aver più volte negato che si potesse parlare di «tradizione» per l’attività svolta dai pittori in piazza solo da 40 anni, a fronte dei 100 ritenuti necessari dal sindaco, proprio in nome di quella «tradizione» ha deciso di far restare nell’area la quasi totalità degli artisti. Approvando un piano proposto, a dicembre, dalle quattro associazioni di categoria della piazza, il consiglio ieri ha deciso di mantenere 28 cavalletti, posizionati in due file parallele nella parte centrale della piazza, e altri quattro - forse con un ulteriore «ammorbidimento» sei - nella vicina Corsia Agonale. I posti saranno occupati a rotazione. Chi resterà fuori andrà a Ponte Sant’Angelo. Sì anche alla proposta di autoregolamentazione degli artisti che si doteranno di cavalletti uguali, di dimensioni dimezzate in larghezza e altezza, in modo da consentire la vista dei monumenti.
All’inattesa concessione i pittori hanno risposto con scarso entusiasmo. Trentadue posti sarebbero, infatti, ancora troppo pochi, ma se non il Comune, a fare la voce grossa, questa volta, è il I municipio. «Questa vicenda è andata avanti troppo a lungo - commenta Fabio Zuccarelli, vicepresidente del municipio di via Giulia -. Abbiamo accolto quasi tutte le richieste degli occupanti. Questo è il massimo che si può fare per garantire agli artisti il lavoro e a romani e turisti di godere le bellezza dell’area barocca. Non ci sono ulteriori margini di trattativa».
Complice, forse, il Natale, Veltroni ha deciso di diventare più buono. Non con tutti, però. Ieri, ha, infatti, ribadito un secco no alla possibilità di far rimanere in piazza gli urtisti titolari di regolare concessione. La questione delle tre bancarelle di souvenir e magliette calcistiche ha una storia ancora più complicata di quella dei pittori. Primi e unici ad essere allontanati dalla piazza, gli urtisti - che avevano, peraltro, accettato la possibilità del trasferimento - sono stati posizionati, sulla carta, in zone inutilizzabili, a detta degli stessi esperti del Comune dopo adeguato sopralluogo. Le estenuanti trattative si sono concluse con un ricorso al Tar, presentato nei giorni scorsi, che ha concesso agli urtisti la sospensiva del provvedimento in attesa della sentenza definitiva che sarà emessa entro la fine del mese. Anche qui il sindaco cerca una soluzione concordata. Colosseo, Castel Sant’Angelo o Pantheon sono le richieste dei titolari delle bancarelle che, nel frattempo, sono tornati a lavorare in piazza Navona, ampliando, perfino le dimensioni dei loro stand e ricoprendoli - malgrado il divieto del Comune - di magliette di calciatori. Quindi nulla è cambiato nella splendida piazza barocca. Anzi, una cosa sì: il prossimo arrivo dei manifestanti. La piazza, infatti, è stata inserita tra quelle previste per sit-in e manifestazioni nel protocollo cortei della Prefettura.