Piazza piena per leggere Saviano Penati: «Più lotta contro la mafia»

«Il porto è staccato dalla città, un’appendice infetta mai degenerata in peritonite». La voce calda e la pronuncia studiata sono quelle di Moni Ovadia, arrivata in piazza Lima per la lettura pubblica della Gomorra di Roberto Saviano. «La tua voce contro la camorra» è l’appuntamento organizzato ieri pomeriggio dal Partito democratico e a cui hanno aderito associazioni, semplici passanti dello shopping e chi ha risposto all’invito diffuso via facebook. Ma anche quelli dell’associazione Annaviva, nata in memoria di Anna Politkovskaia, che ricorda Saviano che cita Von Klausevitz («quando mi togli tutto, mi lasci la cosa più pericolosa, la rabbia»). In coda a leggere, allora. Con il sindaco Letizia Moratti che invia un messaggio a Pierfrancesco Maran, uno degli organizzatori, e si dice dispiaciuta per non poter partecipare all’incontro «per impegni di agenda precedentemente presi». C’è, invece, il presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri. «Non stiamo parlando di cose che sono lontane da qui - spiega -. La camorra ha ramificazioni anche nei centri del profitto sia in termini di aggressione all’economia che di investimento di soldi derivanti dall’attività illecita. Questo Paese non deve creare le condizioni per far andare via Saviano, ma per far nascere altri Saviano». Si mette in coda, sale sul palco e anche lui legge la sua pagina. Vicino c’è il presidente della provincia Filippo Penati. «La politica a Milano deve trovare maggiore determinazione contro la criminalità organizzata - chiede -. In aula non si è trovata unità di intenti, il centrodestra non ha condiviso l’istituzione di una commissione antimafia. Mi auguro che questa posizione sia rivista». Problema simile a Palazzo Marino. «Mi auguro - sottolinea il capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino - che in futuro Fi e An rinuncino ai pretesti per bocciare anche da noi la commissione. Mi sembra grave sottovalutare un problema sempre più preoccupante». La fila per leggere cresce. Da palco scende Andrea Fanzago: «Un segnale importante, la gente si ferma e quando capisce che è una manifestazione per Saviano è d’accordo, partecipa». Come una signora elegantissima. «Ho 76 anni - racconta - ero bambina quando lì in piazzale Loreto ho visto Mussolini e la Petacci appesa. Sono sempre stata di sinistra, ma la sinistra oggi non fa più niente. Questa non è mica opposizione. Bene dare appoggio a Saviano, proprio ieri in tv ho visto ragazzi di Casal di Principe dire che la ’ndrangheta non esiste». Poco più in là un ragazzo. «L’importante è non cadere nella strumentalizzazione politica. Saviano deve continuare a scrivere. Il suo è prima di tutto un romanzo, ma tocca temi che entrano nel cuore delle persone».