In piazza per tre ottime ragioni

Ci sono almeno tre ottime ragioni per andare in piazza San Giovanni, oggi a Roma a fianco di Berlusconi e contro Prodi e compagni.
Prima ragione. Quello che sta facendo Prodi non è quello che ci vuole per l'Italia. Basterebbe questa ragione ma il Professore ce ne fornisce molte altre. Comunque partiamo da questa. Quest'anno a Natale, secondo il Censis e la Confcommercio gli italiani compreranno meno regali. Il 6% in meno dell'anno scorso. Siccome l'economia va meglio dell'anno scorso (e non per merito di Prodi, Visco e Padoa-Schioppa, che terzetto!) evidentemente gli italiani non si fidano di quel che può succedere e quindi non spendono. Del resto, come abbiamo detto altre volte, chi ci capisce qualche cosa è bravo. L'unica cosa che si capisce bene è che le tasse aumenteranno. Quali e quante gli italiani ormai hanno rinunciato a capire. Chi non ricorda il casino che hanno fatto sui Suv, sul bollo auto, sulle tasse di successione, sui fondi di ricerca dell'università, su tutto. Ora, per chi sa qualcosa dell'economia reale e non l'ha solo malamente studiata sui libri, è noto che nell'economia molto si regge sulla propensione al consumo dei consumatori (appunto) e sulla propensione al rischio e all'investimento degli imprenditori. Com'è noto ai naviganti nei momenti di nebbia non si spinge l'acceleratore. Poiché in Italia la nebbia è pari a quella che negli anni Settanta era prodotta dai lacrimogeni della sinistra estrema (quella che ora è al governo) imprenditori e consumatori preferiscono la frizione, la folle, e il freno.
Seconda ragione. Nel caos generale provocato da quello che ha fatto e detto questo governo ci vuole qualcuno che faccia chiarezza, che ridica con forza qual è la scala delle priorità che questo governo ha mandato a gambe all'aria. Oggi piazza San Giovanni sarà piena di fumivori, gente che proverà ad assorbire tutto il fumo prodotto dal fumista capo Romano Prodi e dai fumisti aiutanti Visco, Padoa-Schioppa e Rutelli che oltre a farlo qui è andato anche a farlo in America. Di fronte ad un governo fumogeno il Paese non è impazzito come ha detto Prodi, è sbandato, che è cosa diversa perché non vede più verso dove va e avverte solo le grosse penalizzazioni nella vita quotidiana. A partire dal reddito, che questo governo gli procura. Quando un torpedone sbanda non si può dire che è impazzita la scocca, le gomme o cilindro e pistone, più probabilmente pazzo è chi lo guida, tanto meno si può dire che pazzi siano coloro che siedono nel torpedone. Se vedono che il torpedone sbanda protestano e gridano ed hanno ragione. Esattamente come succederà oggi in piazza San Giovanni a Roma.
Terza ragione. È un dovere dare un segno di unità politica attorno ai contenuti e attorno a Silvio Berlusconi, in questo momento, perché se il centrodestra non lo facesse sarebbe in grave ritardo nei confronti del Paese che lo ha già fatto. Cosa vogliono dire i sondaggi che fanno tra il 60 e il 70 per cento degli italiani contro questa legge finanziaria e contro il Presidente del Consiglio, Romano Prodi? A parte i vari giri di valzer fatti da alcuni membri della Casa delle Libertà, anche - diciamo così - autorevoli, non c'è troppo da sottilizzare, questa manifestazione voluta da Berlusconi è giusta e il motivo è semplicissimo: è la manifestazione di un popolo che crede in un programma politico e di riforme economiche che è esattamente il contrario di quello che fa chi lo governa. Dov'è l'errore di questa manifestazione intorno a Silvio Berlusconi? Non c'è, c'è, semmai, lo squallore di chi per conquistare un po' di attenzione dei media, per mestiere, ormai da tempo, si distingue da Berlusconi stesso.
Oggi, francamente, non ci sono scuse. A piazza San Giovanni bisogna proprio andarci.