In piazza per la vita di Eluana «Prendiamoci cura di lei»

Milano, trecento bottiglie d’acqua contro la sentenza

da Milano

Si stacca dalla mano della mamma e appoggia la sua bottiglietta d’acqua per terra, ai piedi del Duomo. «Così Eluana può bere», spiega la signora Anna Rina alla figlia di sei anni, un vestitino a righe e lo sguardo serio. Una dopo l’altra, in pochi giorni le adesioni alla campagna lanciata dalle pagine del Foglio si sono moltiplicate e il sagrato si è riempito di bottiglie, fiori, ma anche snack e panini. «È rinata Eluana» si legge su un fiocco rosa. «Se fosse possibile l’adotterei io», racconta una signora, che regge a fatica un bottiglione da due litri d’acqua.
Ieri pomeriggio anche Giuliano Ferrara, promotore dell’iniziativa, è arrivato a Milano per lasciare la sua bottiglia, «un gesto simbolico contro una decisione che ci sembra folle, la decisione di spegnere una vita degna come tutte le vite umane di essere vissuta». Ad attenderlo più di 300 persone convinte che la sentenza della Cassazione sia «folle» perché «in un Paese come l’Italia, con un senso della persona che viene dal Cristianesimo e dall’umanesimo laico ci deve essere spazio per i sentimenti di tutte le persone che sono qui con me».
Da Milano a Roma, dove in piazza del Campidoglio l’associazione «Scienza e vita» ha organizzato l’iniziativa «Una bottiglia d’acqua per Eluana», passando per Torino che tramite una delegazione dell’associazione «due minuti per la vita» si è unita alla manifestazione milanese. Da qui l’appello di Ferrara: «Mi auguro che presto ci seguano tutte le città». Domenica intanto, nelle chiese di Roma si pregherà perché Eluana venga tenuta in vita, così a Firenze e in altri centri. A Lecco, invece, il Comitato «Verità & Vita» ha presentato un esposto alla procura ipotizzando che la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione configuri la violazione dell'articolo 575 del Codice penale (omicidio volontario). La solita voce fuori dal coro: «È un gesto che non ha altro fine che solleticare inutili fanatismi», critica Silvana Mura, parlamentare dell’Italia del valori che attacca sia Ferrara che la scelta del Senato di sollevare un conflitto di attribuzione contro la sentenza della Corte d’appello di Milano.
Si riunirà lunedì la Commissione di Palazzo Madama e intanto ieri una quarantina di deputati hanno inviato al presidente della Camera Gianfranco Fini una lettera per «verificare ed attivare le procedure per sollevare un eventuale conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale» anche tra la Camera dei deputati e la Corte di cassazione. Da Bruxelles, il vicepresidente del Parlamento europeo di Forza Italia Mario Mauro ha annunciato un’interrogazione alla Commissione e al Consiglio sulla sentenza, «che si è arrogata il diritto di decidere su chi deve vivere e morire».
Un invito ad abbassare i toni arriva dalla Consulta di bioetica che non vuol sentire parlare di «omicidio di Stato, ma semplicemente dell’autorizzazione a esercitare un diritto incoercibile: rifiutare i trattamenti medici». La risposta di Ferrara: «Che cos’è di fronte al diritto, il fatto che ci sia chi vuol prendersi cura di Eluana?».