Piazzale Dateo cimitero del buon senso

Il buon senso. Il caro vecchio buon senso. Sembra diventato davvero impossibile applicarlo. Prendete per esempio la vicenda di piazzale Dateo; una storia che si trascina da anni e anni, un palazzo, al civico 5, che ha creato un'infinità di problemi al Comune, che ne è il proprietario, e anche ai residenti della zona.
Finalmente la soluzione ideale per mettere la parola fine era stata trovata: una soluzione così intelligente, giusta, saggia che in Comune l'avevano approvata maggioranza e opposizione: 42 voti a favore, 2 contrari (e non capita spesso). Palazzo Marino aveva deciso che i 157 alloggi di questo stabile, adibito a edilizia popolare, andassero assegnati per un terzo attraverso le normali graduatorie, per gli altri due terzi a famiglie con possibilità di pagare un canone moderato, a studenti e a rappresentanti delle forze dell'ordine.
L'intento era quello di evitare che in piazzale Dateo si creasse un «ghetto» che non è una paura campata in aria viste le condizioni di degrado fisico e morale in cui si trovano tantissime case popolari. Anche nella nostra città.
Una decisione troppo intelligente per poter essere applicata. E infatti il Sicet (sindacato inquilini) ha fatto ricorso e il Tar gli ha dato ragione: a piazzale Dateo solo alloggi popolari. Hanno vinto ancora una volta demagogia e veteropopulismo. Ha perso ancora una volta il caro vecchio buon senso.
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