Picchiò la figlia Il pm chiede per il francese il ricovero in manicomio

Trasferire Julien Monnet, il turista francese che il 19 luglio scorso ha ridotto in fin di vita la figlia di quattro anni sbattendole violentemente la testa più volte sul selciato davanti al sacrario del Milite Ignoto, in un ospedale psichiatrico giudiziario in quanto socialmente pericoloso. Questo quanto chiesto dal pm Francesca Passaniti nel corso della discussione, davanti al gip Claudio Carini, della perizia svolta dal neuropsichiatra Roberto Malano per far luce appunto sulle condizioni mentali del francese. L’esperto ha ribadito che Monnet era totalmente incapace di intendere e di volere al momento del fatto, ma è attualmente capace di stare in giudizio ed è socialmente pericoloso. Proprio su queste conclusioni del perito si basa l’istanza del pm. Dal canto suo il difensore di Monnnet, l’avvocato Michele Gentiloni Silverij, ha invece sollecitato che il suo assistito sia posto o in libertà vigilata o ricoverato in una casa di cura. Tutte istanze su cui il gip dovrà pronunciarsi a breve, entro domani, decidendo anche se concludere o meno l’incidente probatorio. Nell’udienza di ieri, infatti, il difensore di Monnet ha presentato alcune istanze. Per il penalista l’incidente probatorio non può considerarsi concluso: «Non è ancora arrivata - ha spiegato - la risposta della rogatoria inoltrata dalla Procura alle autorità francesi per avere i precedenti clinici di Monnet. Il perito, inoltre, ha avuto solo due colloqui con il mio assistito, ultimo dei quali il 29 settembre, non esaminando così una memoria scritta da Monnet l’otto ottobre e inviata al pm in cui afferma che la figlia si è fatta male in una caduta accidentale. Non è stato preso in considerazione neppure quanto detto da Monnet circa il malore accusato quel giorno subito dopo aver mangiato. Malore dovuto probabilmente all’assunzione di sostanze tossiche che lo avrebbero fatto andare fuori di testa. Il pubblico ministero dovrà decidere se disporre accertamenti a questo riguardo». Dopo il fatto Monnet, che lavorava in una società francese come tecnico informatico, fu arrestato con l’accusa di lesioni gravissime e la piccola ricoverata in gravi condizioni al Bambin Gesù. Dopo un paio di giorni di coma, però, la bimba si riprese e al risveglio trovò accanto a sè la mamma, nel frattempo arrivata dalla Turchia, dove era in vacanza.