Picchiò la moglie fino a spingerla a togliersi la vita

Per anni aveva picchiato la moglie, di 34 anni. E aveva continuato a farlo anche davanti ai due figli. L’aveva picchiata anche poco prima che la donna, esasperata, si suicidasse gettandosi dal quarto piano. Era il 19 luglio del 2004. Ieri, il giudice per le udienze preliminari Giorgio Barbuto ha condannato Maurizio Nicola I., 40 anni di Cornaredo, a tre anni di reclusione e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici per lesioni aggravate e maltrattamenti in famiglia. Ancora da fissare, invece, le provvisionali per le parti civili: la sorella e i genitori della vittima, e i due bambini.
E proprio la questione dell’affidamento dei piccoli aveva suscitato le proteste dei familiari della vittima. I due bambini, infatti, erano stati destinati in un primo momento dal Tribunale per i minori al comune di Cornaredo, fissando però come domicilio proprio quello del padre indagato. «Quell’uomo ha costretto mia sorella a chiudere due negozi, le rubava i soldi dalla cassa per andare a bere, la picchiava e non ha mai avuto un lavoro - aveva protestato Carmen O., sorella della suicida -, come faccio a permettere che i miei nipoti vivano con l’uomo che ha ucciso la madre?». Ma così è stato. I due orfani sono rimasti per quasi due anni con l’uomo che aveva spinto al suicidio la loro madre.\