Picchiato a sangue dai Marines In ospedale per aver difeso il suo scooter da sei militari Usa

Stefano Vladovich

Forzano un motorino parcheggiato, vengono scoperti dal proprietario e si scatena una rissa furibonda. Ad avere la peggio è quest’ultimo, lasciato sanguinante a terra dagli aggressori, che vengono bloccati in poco tempo dagli agenti di una volante mentre cercano di nascondersi fra gli avventori di un ristorante vicino. È accaduto mercoledì sera lungo la via Aurelia sud all’altezza dello stabilimento «L’Ideale». A ricostruire la vicenda gli uomini del commissariato della cittadina portuale. Sono passate da poco le 20.30. Patrizio S., 26 anni, romano, catena e lucchetto alla mano, lega il mezzo a due ruote su un lampione e si allontana all’interno del cancello di casa. Arrivano sei Marines appena sbarcati dalla portaerei «Uss Iwo-Jima» (LHD-7), la pluridecorata nave da guerra della Marina statunitense ormeggiata nel porto di Civitavecchia. Il gruppetto di scalmanati, tutti di età compresa fra i 20 e i 22 anni, prima adocchia lo scooter poi cerca di forzare il blocca-sterzo e la catena d’acciaio sulla ruota posteriore. Patrizio se ne accorge e, afferrato un lungo coltello da cucina, corre in strada e affronta i sei. «Lasciate stare la mia moto altrimenti sono guai», urla brandendo l’arma. Ma i militari, per niente intimoriti, si scaraventano sul poveretto colpendolo con calci e pugni. Il 26enne italiano reagisce come può, ferendo di striscio tre dei sei energumeni. Crollato sull’asfalto viene raggiunto da una serie violentissima di colpi. «Per le botte che ha preso - commentano i sanitari del pronto soccorso - è vivo per miracolo». I Marines lo picchiano selvaggiamente fino a quando non sentono le sirene della polizia. Quando i poliziotti arrivano sul posto ci vuole poco per capire cos’è accaduto e parte una caccia all’uomo senza precedenti nei vicoli attorno il porto. Passano altri minuti e i sei vengono acciuffati. Inutile negare: tre sono feriti e tutti vengono riconosciuti dai testimoni della scazzottata. I sei sono stati denunciati a piede libero per rissa aggravata e danneggiamento aggravato nonché consegnati al loro tenente colonnello, il comandante della 24ª unità d’assalto Usa e ufficiale di collegamento del servizio investigativo navale di stanza in Italia. Per loro, oltre alle eventuali conseguenze penali regolamentate dal tribunale militare, si preannuncia il divieto assoluto di mettere piede a terra durante la permanenza in porto. Guai anche per l’italiano, pure lui denunciato a piede libero per rissa e, soprattutto, per porto abusivo d’arma da taglio.