A picco le borse europee, Milano perde il 3,47% Crisi: un G20 il 15 novembre alla Casa Bianca

Brusca fine del rialzo. Mercati asiatici di
nuovo giù in scia a Wall Street. Le borse europee bruciano 270 miliardi di euro, Milano -3,47%. Paulson: &quot;La crisi durerà mesi&quot;. Riunione mondiale anti-crisi a Washington. <strong><a href="/a.pic1?ID=300168">I banchieri contro il premier: &quot;Non serve ricapitalizzare&quot;</a></strong>

Milano - Ponendo bruscamente fine a un effimero rimbalzo, i mercati asiatici e del Vecchio Continente di nuovo giù in vista di risultati delle imprese poco incoraggianti. Intanto gli sforzi si moltiplicano nel mondo per contrastare le minacce di recessione. La stessa New York inizia la seduta in ribasso con il Dow Jones che cede l’1,79% e il Nasdaq che cala dell’1,52%.

Europa in forte calo: bruciati 270 miliardi I crescenti timori di una recessione economica, Wall Street in rosso, l’euro ai minimi da circa due anni e il petrolio sceso ben sotto i 70 dollari al barile hanno affossato oggi le Borse europee. A nulla è valso l’annuncio della data per l’atteso vertice internazionale anti-crisi, il prossimo 15 novembre a Washington. Gli indici del Vecchio Continente hanno tutti accusato pesanti perdite: a Milano il Mibtel ha chiuso a -3,47%, Parigi -5,1%, Francoforte -4,46%, Londra -4,46%, Zurigo -4,2%. Malissimo Madrid (-8,16%) dove ha pesato l’annuncio dell’Argentina di nazionalizzare i fondi pensione. Alla fine il conto delle perdite in Europa: bruciati 270 miliardi. La giornata, dopo la chiusura ieri in forte calo di Wall Street dovuta alle preoccupazioni per una serie di utili societari negativi, si era aperta con il tonfo delle Borse asiatiche: Tokyo -6,8%, Hong Kong -5,15%, Seoul -5,14%.

Piazza Affari: in forte calo Finmeccanica L’S&P/Mib ha chiuso in calo del 3,57% a 21.093 punti, l’All Stars dell’1,65%. A livello di comparti, perdite superiori ai sei punti percentuali per alimentari, materie prime, assicurativi, ed energetici penalizzati dalla nuova flessione del greggio scambiato a New York intorno ai 67 dollari al barile. Sul fronte valutario euro ancora in calo sul dollaro con il cambio sceso sotto 1,3 a 1,286, sui minimi degli ultimi due anni. Fra le blue chip crollo di Finmeccanica, che ha ceduto l’11,1% a 9,57 euro riportandosi sui livelli del 2004, fra scambi pari all’1,3% del capitale. A pesare il prezzo delle nuove azioni offerte in aumento pari a 8 euro, a forte sconto rispetto alle quotazioni di Borsa. A picco gli energetici con Tenaris maglia nera fra le blue chip in flessione del 15,1% a 7,65 euro, Saipem (-6,2%) e sul completo Saras (-7,5%) ed Erg (-7,4%). Perdite contenute per Eni (-2,93%). Sempre fra le blue chip nuovi minimi dell’anno per Unicredit che ha ceduto il 7,3% a 2,085 euro, fra scambi pari all’1,28% del capitale. Fra i finanziari male anche Ubi (-5,1%), Fonsai (-5%), Mps (-3,8%), Intesa Sanpaolo (-3,2%), Generali (-2,9%) e Mediolanum (-2,4%) che a tutela dei propri clienti ha annunciato il rimborso del capitale per le polizze Index Linked con sottostanti obbligazioni Lehman Brothers.

Vertice straordinario a Washington Il vertice dei leader mondiali che discuterà la crisi finanziaria globale si terrà il 15 novembre a Washington. Lo hanno reso noto fonti dell'amministrazione Bush, in vista di un imminente annuncio ufficiale della Casa Bianca. Il summit sarà a livello di G20 e dovrà discutere un piano di azione contro la crisi. "Sarà il primo summit che porterà insieme i leader dei paesi del G20 per discutere delle attuali sfide finanziarie".

Un sospiro di sollievo sui mutui Arriva una nuova boccata d’ossigeno per le rate dei mutui. Continuano a calare i tassi interbancari: l’Euribor a tre mesi, il tasso di riferimento per la maggior parte dei prestiti per l’acquisto della casa, scivola al 4,936% dal 4,968% di ieri. In calo anche l’Euribor a sei mesi che si avvicina sempre più alla soglia del 5% passando dal 5,010 al 5,006%. E se le famiglie sono preoccupate a causa della crisi, da una ricerca emerge che la congiuntura economica negativa penalizza anche chi non ha problemi a sbarcare il lunario. Insomma, anche i ricchi piangono: è andato finora in fumo il 6% del loro patrimonio. Secondo il tradizionale rapporto di AIPB (Associazione Italiana Private Banking) che monitora la disponibilità finanziaria dei cosiddetti "super ricchi", cioè le famiglie con un patrimonio finanziario (immobili esclusi) superiore ai 500mila euro, nel 2008 la loro ricchezza si è attestata a 779 miliardi di euro, in calo del 6% rispetto agli 829 miliardi di euro rilevati a consuntivo nel 2007. Le famiglie di super ricchi italiani risultano pari a 594 mila, facendo segnare un -15% rispetto alle 694 mila famiglie annoverate nel 2007. Nel 2006 le famiglie super ricche residenti in Italia erano 703 mila.

Il calo dell'economia asiatica Crollano le borse asiatiche. Al termine della seduta Hong Kong perde il 4,3%, toccando i minimi da tre anni con l’Hang Seng a 14mila punti, sulla scia del tonfo di Tokyo, che ha chiuso a -6,8%, e dei timori per l’economia globale. Shangai perde il 3,20% a quota 1.895,82. Chiudono in rosso anche Seul, a -5,14%, e Singapore, a -4,55%. Il calo dei prezzi delle materie prime tiene vive le paure di una recessione mondiale. Le preoccupazioni per la debolezza della domanda energetica pesano sul greggio, arrivato a cedere circa tre dollari nelle contrattazioni elettroniche del Nymex. Il passo del rallentamento economico ha colto alla sprovvista alcune società asiatiche che si trovano ora ad affrontare un aumento delle scorte di magazzino. "Con il peggiorare della crisi del credito, le scorte all’ingrosso sono aumentate, alimentando un preoccupante incremento delle scorte in Asia e nei mercati emergenti in un momento in cui, stagionalmente, in genere le scorte scendono", commenta Sean Darby, strategist per l’Asia di Nomura a Hong Kong.

Paulson: "La crisi durerà mesi" "La crisi finanziaria che attualmente affligge gli Stati Uniti durerà ancora per un certo numero di mesi, ma l’economia si riprenderà", ha dichiarato il segretario di Stato al tesoro Henry Paulson. La ripresa avverrà perché l’amministrazione, in collaborazione con la Riserva federale, prenderà le misure necessarie per rafforzare il sistema finanziario, ha detto Paulson davanti alla commissione nazionale Usa-Cina. La prossima sessione della commissione congiunta del commercio Usa-Cina è prevista nel prossimo dicembre a Pechino. Una cooperazione stretta con altri paesi è essenziale, ha aggiunto il segretario al tesoro, mettendo però in guardia sull’importanza per tutte le nazioni di vegliare perchè tutte le misure prese per far fronte alla crisi non lo siano a detrimento delle altre nazioni. "Il nostro governo farà tutto ciò che è necessario per rafforzare in modo significativo le nostre banche e le nostre istituzioni finanziarie, permettendo loro di aumentare il finanziamento al consumo e all’investimento", ha concluso Paulson.