La piccola Amsterdam del Tigullio

Prostitute nel centro e biciclette dappertutto: sembra Amsterdam, ma è Chiavari. E se per la città olandese le «belle di giorno» e l’invasione di velocipedi rappresentano un valore aggiunto, per la località tigullina sono un problema. Perché è abbastanza triste uscire dalla stazione e vedere, nei giardini di fronte, prostitute dell’est che adescano «nonnini» avviati ormai verso l’incapacità di intendere e di volere.
E così è anche per i mezzi a due ruote posteggiati ovunque, fuori dalle zone consentite e spesso di intralcio a chi si sposta a piedi; i parcheggi dedicati alle biciclette sono troppo pochi e la sosta selvaggia è una normale conseguenza. Quelli per le macchine, invece, abbondano. E se per nove mesi all’anno si riesce a posteggiare senza dover sborsare alcunché, in estate diventa molto difficile vista la pennellata di blu che ricopre tutti gli stalli di sosta del lungomare.
Ad aggravare la situazione il cantiere per i lavori al porto nel posteggio della Colmata che da pochi giorni ha cancellato circa 250 posti, prima totalmente gratuiti; la tariffa di 1 euro all’ora è comunque tra le più basse del comprensorio. La quantità di venditori abusivi che stazionano sul lungomare e si inoltrano tra lettini e asciugamani è molto alta. Sullo sfondo del suk chiavarese, però, non ci sono né le montagne del Rif né il deserto del Sahara, ma l’ecomostro della Colonia Fara. Grazie ad un litorale esteso ci sono molte spiagge libere: la pulizia lascia a desiderare, ma la qualità dell’acqua è discreta. Alcuni stabilimenti balneari propongono serate di musica in spiaggia; la movida si scatena anche nell’area del porto turistico: per il resto l’offerta è abbastanza povera. Le panchine del lungomare sono da cambiare perché annerite. Il verde è abbastanza curato, ma non brilla certo per fantasia: le aiuole di corso Brizzolara lo dimostrano.
La città nel complesso è pulita: la spazzatrice lava le strade ogni settimana ed è un vero e proprio incubo per gli automobilisti costretti, prima di posteggiare, a controllare giorno e orario di passaggio. Gli «sbadati» fanno comunque felici le casse comunali che ogni sera rimpinguano il portafoglio. Il manto stradale è in buono stato, così come la pavimentazione del centro storico. La viabilità, complice una buona architettura urbanistica, è fluida. La probabilità di percorrere a passo d’uomo il tragitto che da corso de Michiel porta all’autostrada è però abbastanza alta: colpa di semafori, fermate di autobus, attraversamenti pedonali e di una «onda verde» che è roba più da manuali di guida che da strade chiavaresi.
Quando cala la notte, la città cambia pelle e le prostitute tornano protagoniste: sembra Amsterdam ma è Chiavari.