Una piccola gemma il Boss acustico dal vivo a Dublino

Al lungo collier delle antologie springsteeniane, s’aggiunge quest’autentica gemma, realizzata dal vivo in Irlanda, nel novembre 2006. Insomma, Bruce Springsteen with the sessions band live in Dublin sciorina, su cidì e divudì, ventitrè brani dettagliando il multiforme talento del Boss: la passione, la tenerezza, l’irruenza, la melanconia, la tensione etica ed epica, la musicalità tesa, il risalto offerto a sgomenti e utopie di un’epoca.
La band è quella che ha accompagnato il Boss nella magica avventura di We shall overcome, l’album-capolavoro dedicato a Pete Seeger. I cui brani, qui, tengono banco calando il fraseggio muscoloso e la voce ispida di Springsteen in un tessuto prezioso di violini volutamente scordati - secondo la tradizione di certo sud americano -, banjo fiati e chitarre al calor bianco, pianoforte perlaceo o tagliente, ritmi inesorabili e tuttavia elastici, fervori popolareschi. In una miscela di folk, dixieland, blues, gospel, rock, swing che ci svela di Springsteen una poliedricità e una duttilità assolute.
Tra brani di Seeger e altri del Boss ecco l’assorta, eppoi travolgente rilettura di Eyes on the prize, When the saints go marchin’ in mutata in rarefatta elegia, una selvatica Jesse James, una volatile Further on, una marziale American land, il corrusco galoppo gospel di This little light of mine e naturalmente We shall overcome: reinventata, toccante, tutta nuances delicate e passione rattenuta. Una festa dunque di colori, emozioni, storie di vita, ruvida poesia, questo doppio album in bilico tra intima confessione e impegno civile.