La piccola Italia diventa grande

Debutta domani al Teatro Medena di Sampierdarena «Libera nos» da Luigi Meneghello, con Natalino Balasso e Mirko Artuso (repliche fino a sabato).
Il riallestimento di Libera Nos, spettacolo costruito sulle suggestioni dall’opera letteraria «Libera nos a malo» di Meneghello, affida a Balasso (qui per la prima volta interprete di un testo teatrale di cui non è autore) il ruolo che fu di Marco Paolini nell’edizione del 1990.
Lo spettacolo, con la regia di Gabriele Vacis, cogliendo la fisicità e la poetica della parola meneghelliana, ripercorre attraverso il dialetto vicentino, ma anche con la raffinatezza della lingua italiana scritta, il lieve e terribile tempo in quel paese della vita che è l’infanzia. Il tema dello spettacolo è la crescita di un gruppo di bambini nell’Italia rurale del dopoguerra fino a quando questi ragazzi divengono adulti e si sposano, con le gioie e i drammi che accompagnano la vita di ognuno. Ed è proprio il piccolo paese con i suoi esilaranti e talvolta tragici personaggi, la vita paesana, il duro lavoro, le bande, le bambine poi donne, le zie e gli zii, i matti, i professori, le generazioni che arrivano e quelle che vanno, il vecchio ed il nuovo che si affrontano, il luogo in cui prende vita lo spettacolo. Il dialetto, per chi lo ha posseduto come prima lingua, è anche il riappropriarsi dell’infanzia come momento centrale per decodificare il senso della vita. Trattato in quanto linguaggio che prima di tutto si vede e si sente, quando si incontra con la lingua scritta del vocabolario, ne scaturisce un delirio comico in fondo al quale si finisce inevitabilmente per scoprire che la scomparsa di certi modi di dire le cose, altro non è che la scomparsa di quelle stesse cose.
Lo spettacolo racconta i momenti fantastici e lievi dell’infanzia, della giovinezza, della crescita, con la consapevolezza di maneggiare, insieme al dialetto ed alla lingua scritta, grammatiche ineluttabili, robe che nessun museo può conservare.
Tre i personaggi: Cicana, il capobanda, interpretato da Mirko Artuso; Loba, uno della banda, seguace di Cicana, e Gigi, l’autore, che conduce il racconto della storia, interpretati entrambi da Natalino Balasso.