«È una piccola rivoluzione: un taglio netto col passato»

Capezzone, l’estensore del provvedimento: «Così diamo slancio al mondo dell’economia»

da Roma

«Una piccola rivoluzione». Il presidente della commissione Attività produttive della Camera, Daniele Capezzone, è convinto che il via libera di Montecitorio al progetto di legge del quale è primo firmatario sia un passo importante per allentare le briglie che impediscono alla libera impresa di svilupparsi. Ma c’è anche un merito politico che Capezzone si ascrive, oltre a quello legislativo: l’aver fatto un «lavoro di cucitura» tra maggioranza e opposizione per ottenere un ampio consenso sul testo del provvedimento. Insomma, un successo tutto «liberale» per promuovere una diversa cultura in uno Stato che «troppo spesso non fa il tifo per le imprese».
Onorevole Capezzone, l’ok della Camera alla sua proposta di legge è un primo passo ad accelerare i procedimenti autorizzativi?
«È una piccola rivoluzione. Fino a oggi per aprire una impresa occorrevano da 58 a 80 autorizzazioni preventive. Per aprire una lavanderia 80 autorizzazioni da 20 amministrazioni diverse, per una carrozzeria 76 da 18 uffici. Con questa legge si spazza via tutto e si passa all’autocertificazione. L’imprenditore apre, parte, sta tranquillo e i giusti controlli avvengono dopo. Sono felice che sia stata votata in modo bipartisan e devo molto ringraziare sia la maggioranza sia l'opposizione che ha sostenuto con grande lealtà e determinazione il provvedimento».
Già in passato, però, sono stati approvati provvedimenti finalizzati a favorire la sburocratizzazione...
«Ci sono due piani: uno concreto, che è quello per cui ora l’imprenditore fa una dichiarazione a uno sportello unico, gli danno una ricevuta e parte. Poi c’è il piano di filosofia legislativa: non c’è più autorizzazione, ma c’è un elemento di responsabilità e fiducia nei confronti dei cittadini. Questo è uno stato che spesso non fa il tifo per le imprese».
Ha utilizzato un’espressione «montezemoliana».
«Questa è un’espressione da liberali. Poi, devo dare atto a tutto il mondo imprenditoriale, a Confindustria, Confapi, Confesercenti, Confartigianato, Confcommercio e Cna di aver sostenuto la legge fin dall’inizio».
Ma nei piccoli Comuni le situazioni spesso tendono a restare immutate.
«La legge è a costo zero. I piccoli Comuni possono organizzarsi anche in forma associata tra loro e poi occorre dare uno shock alla pubblica amministrazione. Non è possibile vivere in un Paese dove per mettere una fioriera devi passare un’Odissea».
Bisogna osservare che non tutte le forze politiche sono state concordi.
«Il voto contrario è solo della Lega che non mi spiego come farà a giustificare la propria posizione alle imprese del Nord. C’è stata un’astensione dei Verdi, incomprensibile visto che il progetto ha avuto pieno via libera da parte della commissione Ambiente».