Le piccole bugie di Rampinileaks

La verità, finalmente. Anzi, no. Federico Rampini su<strong> </strong><em>Repubblica </em>anziché
fare chiarezza sui rapporti tra Italia e Usa stando al mostruoso
archivio di Wikileaks, si è esibito ieri in una spregiudicata operazione
a colpi di bianchetto

La verità, finalmente. Anzi, no. Federico Rampini su Repubblica anziché fare chiarezza sui rapporti tra Italia e Usa stando al mostruoso archivio di Wikileaks, si è esibito ieri in una spregiudicata operazione a colpi di bianchetto. La verità dell’ex corrispondente da Pechino, oggi in missione anti Cav a New York, è confermare che Silvio per gli Usa sia «inaffidabile». La «pistola fumante», secondo Rampini, è in un dispaccio firmato da Elizabeth Dibble, funzionaria Usa con la lingua pungente, che avrebbe definito Berlusconi «inetto, vanitoso e incapace come leader europeo». Sì? A leggere bene la nota diffusa da Wikileaks le cose sono ben diverse. Scrive la Dibble: «Quella di liquidare Berlusconi come un interlocutore poco serio, con le sue fissazioni personali, le sue gaffe e talvolta il suo modo di agire spregiudicato in politica, potrebbe essere una tentazione, ma pensiamo si tratterebbe di un errore». La verità di Rampinileaks fa acqua...