«Piccole cose, i grandi fallimenti della sinistra»

Servirebbero più proposte e meno spot

«È diventata la campagna elettorale degli spot, più che dei contenuti. Così non va bene!» sbotta il capogruppo di Forza Italia in Comune, Giuseppe Costa, ricandidato per tornare nella Sala rossa di Tursi a incrociare le lame con i rappresentanti della sinistra. E aggiunge subito: «Genova avrebbe bisogno di proposte concrete, di sostanza, dopo i dieci anni di governo della giunta guidata da Giuseppe Pericu che hanno ridotto la città ai minimi termini da ogni punto di vista».
A cominciare da...
«...dall’impoverimento generalizzato delle risorse. Un solo esempio, ma significativo: ascoltavo di recente le considerazioni degli operatori dei mercati, Terralba, Di Negro. Sono esasperati, si sentono abbandonati, allo sbando, l’amministrazione non ha dedicato nessuna attenzione ai loro problemi».
Tutto questo ha conseguenze in termini economici e anche sociali.
«Eccome. La crisi di alcuni settori si ripercuote su altri, e si trasmette a tutta la comunità. Ne soffre l’occupazione, la sicurezza, la qualità della vita».
Ma Genova è più bella.
«Coi soldi dello Stato, non per la politica del Comune. Basta vedere cosa è stato fatto, ma soprattutto cosa non è stato fatto per la manutenzione delle strade, la pulizia, l’arredo urbano. I successi di un’amministrazione comunale efficiente si misurano anche sulle piccole cose, che però sono fondamentali per la vita dei cittadini».
Lei, Costa, è stato una spina nel fianco di Pericu, non gli ha mai perdonato niente.
«Le mie critiche sono sempre state rigorose e costruttive. Ma, alla fine del secondo ciclo amministrativo di questo sindaco, devo purtroppo constatare che Pericu non ha avuto il coraggio di dire alla gente quello che si doveva fare e non è stato stato, e perché».
Tutta colpa sua?
«Colpa della maggioranza che l’ha sostenuto, male, spesso divisa sulle cose essenziali. Cito ad esempio il progetto del golf dell’Acquasanta, che è stato approvato solo per il voto determinante di Forza Italia. Ma Pericu ha continuato a subire le contraddizioni della maggioranza, facendo finta di niente. È anche il caso dell’ospedale di vallata».
Un’altra incompiuta.
«Infatti. Però sono state spese risorse finanziarie ingenti, per scoprire che l’area indicata non era disponibile».
La candidata a succedere a Pericu, Marta Vincenzi, ha promesso discontinuità.
«Ma quale discontinuità! Con Marta Vincenzi finirebbe anche peggio, visto che, almeno formalmente, Pericu non era sostenuto da Rifondazione comunista, mentre l’attuale candidata dell’Unione ha addirittura auspicato il sostegno della sinistra radicale».
Genova avrà ancora più problemi.
«Mi auguro di no, considerando che il candidato della Casa delle libertà, Enrico Musso, può e deve vincere la sfida, per restituire speranza e sviluppo ai genovesi».