Piccole imprese e banche insieme contro la crisi

La crisi, e non potrebbe essere diversamente, colpisce anche le piccole imprese genovesi, ma in misura inferiore rispetto ad altre aree del Paese. Non per questo è il caso di subire la congiuntura sfavorevole senza reagire con prontezza, rinnovato impegno e creatività. È la posizione espressa da Fabrizio Ferrari, neo presidente del gruppo piccole e medie imprese di Confindustria Genova che, insieme al leader degli industriali, Giovanni Calvini, e al direttore Paolo Corradi, ha illustrato ieri le sue proposte per alleviare l’impatto dell’attuale situazione negativa del mercato.
A certificarlo ci sono innanzi tutto le cifre: oltre 2200 richieste di cassa integrazione ordinaria dall’inizio dell’anno, di cui 544 solo per le piccole e medie imprese, e 116 richieste di mobilità di cui 46 da parte delle pmi. Da gennaio hanno chiuso definitivamente almeno una ventina di aziende sotto i venti dipendenti. Le Pmi-piccole e medie imprese iscritte a Confindustria Genova sono 947 a fronte di 1115 aziende iscritte totali e impiegano 13mila addetti sui 60mila registrati: «I problemi che affrontiamo - ha aggiunto Ferrari - sono ormai ben noti: in particolare la difficoltà di accesso al credito e il ritardo dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni. Vogliamo quindi mettere in atto una serie di servizi rivolti alle pmi per aiutarle a comprendere meglio quale è la loro attuale situazione finanziaria e come relazionarsi al mondo bancario».
Una delle proposte avanzate dal neopresidente delle piccole e medie imprese è il dialogo tra le grandi industrie (una trentina quelle registrate nel capoluogo genovese) e le piccole e medie imprese per aiutare queste ultime a superare la crisi. «Abbiamo previsto - ha dichiarato a sua volta Calvini - una decina di incontri, durante i quali le grandi imprese spiegheranno come intendono spendere il loro budget e con quali obiettivi e le pmi potranno così esser più preparate e propositive per cogliere tutte le opportunità». «Sull’accesso al credito - ha concluso Calvini - vorrei far notare alle banche che ad oggi siamo tutti sulla stessa barca: se non si concede credito, le imprese non lavorano ma nemmeno le banche. Noi abbiamo fatto accordi con alcuni istituti bancari per impostare un certo metodo di negoziazione tra banche e imprese. Occorre collaborare, non serve cercare colpevoli».
«Le pmi - ha concluso Ferrari - sono abituate a combattere anche in tempi favorevoli. Tanto più adesso, quindi. Sono battagliere quindi lavoreremo bene insieme».