Le piccole imprese protestano contro il ritardo nei pagamenti

Artigiani sul piede di guerra. Motivo del contendere il Durc, ossia il documento unico di regolarità contributiva, l’attestazione cioè dell’assolvimento, da parte dell’impresa, degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di Inps, Inail e Cassa Edile. E per portare avanti la battaglia, l’associazione Unione Artigiani Italiani - con il presidente provinciale genovese Paolo Bossi in testa - si unisce alla protesta delle piccole imprese. Il problema è che, a detta delle categorie interessate, l’ente Regione Liguria e le aziende collegate, nonché lo stesso Comune di Genova, chiedono il Durc ai rispettivi fornitori non prima di fare eventuali forniture, ma al momento di liquidare le fatture dei fornitura. Come se si volessero trovare scusanti per ritardare pagamenti proprio nel momento in cui lo Stato impone agli enti di pagare i fornitori dopo massimo un mese dalla data di fatturazione. Così le imprese liguri, oltre alla morsa della crisi e delle banche, si trovano a far conto con ulteriori ritardi nei pagamenti. «Oltre a non riuscire ad accedere ai finanziamenti preposti causa Durc, - accusa Bossi - le imprese giornalmente devono combattere con l’incompetenza e la scaltrezza degli enti che dovrebbero tutelare il patrimonio lavorativo ligure. Il presidente Burlando è al corrente di tutto questo, ma sembra non rendersi conto dell’urgenza di un intervento».L’Unione Artigiani ha istituito un ufficio legale che, gratuitamente, provvederà a citare detti enti per preservare le aziende dalla chiusura: mail uaige@libero.it, telefono 0106041773.