Piccoli Bernacca crescono È boom del meteo fai da te

Sono sempre di più gli appassionati che costruiscono in casa centraline di rilevamento, danno la caccia a nevicate e bufere e tifano pro o contro Giuliacci

da Milano

«Ragazzi, stanotte ho battuto tutti i record. La minima da me è a -4». «Bravo, complimenti!». «Si, vabbè, ma domani ti batto io». Fanno a gara, nei forum on line, a chi misura la temperatura più bassa con strumenti fai da te. Matti? No, sono gli appassionati di meteo. Quelli che quando ci sono nove gradi sotto lo zero non se la prendono ma esultano. Quelli che l’estate girano in auto finché non incontrano un temporale e che, se nevica, sono capaci di commuoversi dalla gioia. Un popolo in crescita, che ormai rivaleggia con la patria dei meteo-amatori, gli Usa.
Gli aficionados delle previsioni fai da te si sono costruiti stazioni meteo casalinghe degne di tutto il rispetto e ogni giorno appuntano sui loro quaderni pressione e direzione del vento.
Quella per le variazioni climatiche è una passione genuina e autentica: «È splendido seguire le evoluzioni dell’ambiente - spiegano i meteofili - cercare di capire i fenomeni atmosferici che si verificheranno. È uno spettacolo dinamico, in continuo cambiamento. Il meteo è una scienza con un fortissimo impatto emotivo». E così c'è chi adora il freddo, chi tutti i fenomeni estremi. Su qualche forum internet, quando sta per finire l'inverno, si leggono frasi di autentica disperazione. A volte, nelle chat di meteo amatoriale, si litiga e si discute ore cercando di interpretare le cartine. Clamoroso il caso di Luca Brenna, 24enne lombardo, studente di Lettere appassionato di meteo da quando aveva 16 anni, che insieme ai suoi compagni di hobby ha dato lezione ai professionisti: «La capannina meteo di Linate segnava sempre qualche grado in più rispetto a quelle vicine - racconta -. Abbiamo scoperto noi il perché: c’era dentro un nido di vespe. Ma non è un caso isolato: le previsioni in tv spesso esagerano annunciando grandi ondate di caldo o gelo. E capita che noi amatori scopriamo errori nei dati».
Ognuno insomma misura il tempo che farà a suo modo. C’è chi si serve della tecnologia e usa mini stazioni meteo portatili da legare al polso, chi confronta le previsioni in tempo reale on line, chi si affida alla saggezza popolare e mette l’ombrello in borsa se sente dolore al ginocchio o il naso che pizzica. Il «rosso di sera, bel tempo si spera», come tutta la miriade di detti comuni, resta sempre in auge. Ma si arricchisce di qualcosa di più. I più originali provano addirittura a prevedere come sarà il tempo durante tutto l'anno, creandosi un calendario che si rifà alla tradizione del «lunario popolare» di antica tradizione: in base al meteo dei primi dodici giorni di gennaio, sa dire se a maggio o a settembre pioverà o ci sarà il sole. Qualcuno ha pensato di costruirsi un barometro casalingo, con un lungo tubo pieno di acqua, per misurare la pressione. Altri hanno addirittura improvvisato in giardino una vera e propria capannina meteorologica: si mettono a fare concorrenza alle previsioni di Giuliacci e dei tg con pluviometri, banderuole segnavento, anemometri e tutto ciò che serve per prevedere che tempo farà domani e dare la caccia ai fenomeni del cielo come se fossero spettacoli teatrali da applaudire o fischiare: «Ci sono anche le delusioni. La nevicata del 4 gennaio ad esempio: ci restai peggio che dopo Milan-Liverpool».
E naturalmente i meteomani hanno i loro beniamini e fanno il tifo come ultrà. C’è chi storce il naso perfino davanti al decano Giuliacci. Solo il compianto colonnello Bernacca è immune da critiche. Come tutti i miti.