Piccoli buffoni crescono

Grillo è un comico che fa politica (antipolitica) ma soprattutto soldi; Di Pietro era un magistrato che si occupava di politici e ora è un politico che si occupa di magistrati. Sabina Guzzanti farebbe satira. Ma Travaglio? Che mestiere fa Marco Travaglio? La domanda è giustificata dall'imbarazzo con cui i giornali (i suoi colleghi, in teoria) tendono a trattarlo: non sanno più come inquadrarlo e allora glissano. Travaglio è iscritto all'Ordine dei giornalisti (come Gasparri e la Pivetti) ma nelle cause si difende reclamando il diritto di satira; scrive libri che sono faldoni asciugati dell'amido giudiziario, fa spettacolini teatrali, scrive articoli-requisitoria, soprattutto propone e ripropone il suo cabaret del Travaglino dicendo falsità e battute da trivio che denotano l'ulteriore ricerca di un pubblico, se possibile, ancora più basico.

La tendenza dei colleghi è considerarlo come un piccolo mercante interessato solo a vendere dei prodotti commisurati a un target: che sarà pure composto da idioti, ma è un target. Il 740 del resto gli sta dando ragione: quasi 300mila euro nel 2005. Tuttavia non è chiaro perchè non dovremmo considerare Travaglio come un politico punto e basta: lo è. Sta con Di Pietro, ha votato Di Pietro, sostiene Di Pietro e mai una volta ha criticato Di Pietro, che pure ha fatto cose da levargli la pelle. Travaglio è un politico. Delira, ma è un politico.