Piccoli comuni lombardi in pericolo: 45 già «spariti» in 6 anni

Ricerca della Regione Lombardia: quasi 700 paesi a rischio sopravvivenza, soprattutto nelle zone montane. E oltre 200 tentano la strada delle «unioni», con 340mila cittadini coinvolti

Piccoli, vuoti e vecchi. Tutt'altro che esaltante la radiografia dei Comuni lombardi sotto la soglia dei duemila abitanti. Un mondo in miniatura, a forte rischio di sopravvivenza, quello immortalato dall'Istituto regionale di ricerca Irer, che ha presentato oggi in commissione Affari Istituzionali del Pirellone i risultati del suo studio. E così si scopre che il loro numero è calato da 688 a 643 nel giro di sei anni (dal 2001 al 2007), tradotto in percentuali fa già il 6,5 per cento. Un'emorragia da fermare. «L'indagine è stata effettuata per tastare il 0polso della situazione - riferisce il presidente Sante Zuffada (Fi) - a cinque anni dall'entrata in vigore della legge che prevedeva aiuti ai piccoli centri».
Insomma, la localizzazione geografia di certo non li favorisce, trattandosi soprattutto di zone montane o distanti dai capoluoghi di provincia: dalle Alpi Lepontine alla pianura cremonese orientale, dall'Oltrepo pavese sudorientale alla Val Sabbia e alla Valvestino. Territorio, questo, dove si trovano ben 96 Comuni con popolazione media che non supera i 650 residenti. «Qui l'aggravarsi della crisi economica si fa sentire ancor di più sulla qualità della vita - aggiunge il coordinatore della ricerca -. Perciò è necessario mettere a punto politiche adeguate e iniziative di stimolo per gli amministratori locali interessati».
Per quanto in difficoltà, c'è chi cerca di reagire, magari alleandosi. Le unioni di Comuni sono una realtà frequente. Ormai oltre 200 enti locali in Lombardia hanno intrapreso questa strada, 340mila i cittadini coinvolti. Mai come in certi casi, l'unione fa la forza.