Piccoli palcoscenici aperti a grandi talenti

Per i palcoscenici milanesi è tempo di aperture di stagione. Dopo i teatri maggiori, che come da tradizione hanno alzato il sipario a fine settembre, è ora la volta delle sale più piccole e spesso più coraggiose nelle quali si esibiscono compagnie giovani e di ricerca. Oggi lo Spazio Tertulliano - un teatro da 100 posti collocato all'interno di uno stabile industriale dell'omonima via - comincia il suo secondo anno di attività con La donna che visse due volte, una pièce di Alberto Oliva tratta da D'entre les morts, il libro di Boileau e Narcejac reso celebre dal film di Alfred Hitchcock. Rispetto alla pellicola del geniale regista inglese, lo spettacolo di Oliva, in scena fino al 30 ottobre, si mantiene più fedele al romanzo insistendo sulle atmosfere gotiche e sui risvolti epici di una trama che rievoca il mito di Orfeo. Con un cartellone di ben 22 titoli scelti da Giuseppe Scordio all'insegna della contaminazione tra ricerca e intrattenimento, il Tertulliano consolida il proprio ruolo nell'ambito degli spazi off, cioè in quel contesto variegato e creativamente fertile -come il Teatro i, luogo di punta dell'avanguardia scenica in Italia, il Verdi-Teatro del Buratto e l'Arsenale, anche sedi di ormai storiche scuole di recitazione, ma in fondo anche il Teatro della Memoria, dedito a valorizzare il repertorio della tradizione milanese e lombarda - ma non abbastanza considerato dalle istituzioni, che caratterizza in modo peculiare l'offerta teatrale milanese. Oggi anche un altro palcoscenico piccolo ma prestigioso, il Cooperativa, apre la stagione 2011-12 con la Trilogia del benessere di Renato Sarti. Ritenuto ormai un classico della drammaturgia degli ultimi decenni, allestito in passato da registi del calibro di Strehler, questo spettacolo feroce come pochi altri è emblematico della linea viscerale e battagliera che contraddistingue la sala incastonata tra le case popolari di Niguarda. Il Cooperativa infatti è una realtà ai margini della metropoli che ha reso la collocazione periferica un fondamento della sua poetica, proprio come l'Officina e il Ringhiera, entrambi teatri che alzano il sipario nelle prossime settimane. Da quasi quarant'anni attivo in zona Gorla, l'Officina apre la nuova stagione sabato 22 ottobre con Tornando in via Padova, un allestimento di Massimo de Vita dedicato all'arteria nord della città, già andato in scena lo scorso maggio al Piccolo con attori professionisti e amatoriali di 10 nazionalità diverse. Il cartellone 2011-12 della sala di via Sant'Elembardo prosegue poi tra incursioni nelle pagine di Gogol e omaggi a protagonisti della cultura ambrosiana come David Maria Turoldo. Per il Ringhiera invece il giorno del debutto è fissato per giovedì 27 ottobre con la ripresa di Qui città di M, lo spettacolo interpretato da una bravissima Arianna Scommegna diretta da Serena Sinigaglia. Il programma per il 2011-12 del teatro di via Boifava, a un centinaio di metri dalla stazione MM 2 Abbiategrasso, annovera la presenza di figure di spicco della scena italiana come Ottavia Piccolo, Paolo Rossi, Laura Curino e Gabriele Vacis. Per un palcoscenico di periferia che di certo non produce utili e svolge un vero e proprio ruolo di servizio nei confronti degli abitanti della zona, attraverso anche laboratori per gli anziani e per persone con disagio psichico, si tratta di una stagione impegnativa, che al solito può contare su risicati finanziamenti ed è gravata da un canone d'affitto nei confronti del Comune da loft in centro. Appena eletto assessore, Stefano Boeri aveva ipotizzato di riqualificare il quartiere Abbiategrasso tra l'altro facendo sfilare nella piazza davanti al Ringhiera le collezioni di alcuni stilisti. In attesa che le grandi griffe stendano la loro passerella tra le case popolari di via Boifava, forse non sarebbe una cattiva idea dare una mano in più a chi già prova a farlo.