Piccolo decalogo per uomini in fuga

Viviamo in un paradosso terrestre, ed è questa la vera tragedia italiana. In un paese in cui tutti vogliono scappare (vedi il fenomeno della «fuga dei cervelli»), si resta «imprigionati» dalla bellezza dei tramonti e dalla buona cucina. Ecco la filosofia del conduttore radiofonico Marco Presta e Fabio Toncelli, che dal 6 al 25 febbraio debutteranno al Teatro Vittoria con «Abbiamo due ore di vantaggio». «Questo spettacolo è un po’ il prolungamento del nostro lavoro in radio - Presta conduce il programma «Il ruggito del coniglio, ossia prendere spunto dalle notizie che troviamo sui giornali, spiega Presta. Ma su cosa abbiamo due ore di vantaggio? Su noi stessi. Per fuggire dall’Italia. La fuga dopotutto è nel dna del nostro paese, basti pensare che la nostra storia ha inizio con la fuga di Enea. E perché si scappa? Di perché ce ne sono tanti, e questa è la ragione sociale del nostro spettacolo. Indagare sulle motivazioni che spingono gli italiani a lasciare il paese». L’indagine di Presta e Toncelli, condotta attraverso una satira pungente, prende spunto dall’attualità. «Tutta la mia solidarietà va a chi fa satira in Svezia, ironizza Presta. Mentre invece è molto facile fare satira in Italia, perché spesso la notizia sul giornale è già una battuta e quindi bisogna lavorarci sopra decisamente poco». In «Abbiamo due ore di vantaggio» vengono rappresentati alcuni spaccati della vita quotidiana, dei tempi in cui viviamo, con tutti i paradossi e i tabù che rendono unico il nostro paese: c’è un ragazzo che fa outing, rivelando alla famiglia di essere gay. «Il paradosso è che i genitori spiazzano il ragazzo - racconta Presta - e accettano serenamente la notizia». Poi gli autori immaginano un dialogo «completamente sincero» tra due amanti «che se solo fosse vero - scherza Toncelli -, saremmo tutti single!». Altra nota dolente sono i tabù, perché secondo Presta e Toncelli in Italia «siamo pieni di cose che non si possono toccare. Non si può parlar male di Pirandello, dire che è un autore noioso, lamentano gli autori. Secondo noi I giganti della montagna (ultima opera di Pirandello) è rimasta incompiuta perché lo stesso autore si era annoiato a scriverla». Tra lo spaccato dei giorni nostri si inseriscono momenti musicali con il chitarrista Riccardo Manzi, e due incursioni nel mondo dell’alta cultura: una lettura della «Divina Commedia» di Dante, con nuovi versi ispirati a Vittorio Emanuele Di Savoia. «Vedremo anche - anticipa Toncelli - come alcune opere dei più grandi artisti italiani, tra cui Piero Della Francesca e Caravaggio, ci hanno avvertito su cosa poi sarebbe accaduto nel nostro paese». Se è vero che molti vogliono scappare dai paradossi e dai tabù all’italiana, è vero anche che questi alla fine decidono di restare, magari immaginando una Terra Promessa che non c’è: «La verità è che tolleriamo tutto perché l’Italia è un paese bello in cui ci piace vivere».