Piccolo e feroce Il villaggio globale dell'orrore

Nelle serie tv intrighi, misteri e delitti lasciano le metropoli e si trasferiscono in provincia. Ma non si può fuggire dal male: neanche in luoghi remoti

Una scogliera rossiccia incombente su un mare spumeggiante. Una scogliera alta e soleggiata, che sovrasta spiagge e casette adagiate su una piccola laguna. Una cittadina dove tutti si conoscono e si frequentano. Fino a quando (prima stagione) si scopre un ragazzino assassinato, e l'idillio è rotto per sempre. Siamo a Broadchurch, località che dà il nome alla serie ambientata nella costa sud della Gran Bretagna e quella scogliera somiglia allo scheletro di un dinosauro tanto da chiamarsi Jurassic Coast. Non sarà che qualcuno ne nasconde di simili nel proprio passato? Vien da chiederselo dopo aver visto i primi episodi della seconda stagione (Giallo Tv, canale 38 del digitale terrestre). Il confronto fra la natura imponente e robusta ( broad ) e l'atmosfera sinistra che incombe sulle persone che la abitano è un contrasto molto narrativo.

Nella nuova serialità la geografia e la logistica hanno un ruolo psicologico crescente. La location, le dislocazioni, le ambientazioni. Niente da invidiare al cinema e agli effetti del grande schermo. Broadchurch è solo l'ultimo esempio. Si viaggia principalmente verso nord, anche sulla scorta dei successi editoriali di Iperborea, della trilogia Millennium di Stieg Larsson e ancor prima dei romanzi di Peter Høeg. Ma non solo. Le nuove produzioni emigrano nei villaggi, lontano dalle metropoli pulsanti.

Così eccoci tra i ghiacci e gli orsi di Fortitude (annunciata la seconda stagione), borgo portuale dell'isola Spitsbergen (nord della Norvegia) dove vive una comunità di poche centinaia di abitanti, orgogliosi di non conoscere la criminalità. Minatori, pescatori, meteorologi. Nel villaggio circondato dai ghiacciai e lambito da acque gelide dove ci si nutre di carne di balena, fino al ritrovamento del cadavere mezzo sventrato di uno dei suoi abitanti la polizia si è occupata di soccorsi e difesa dagli orsi. Ora, sulla spinta del detective giunto da Londra (Stanley Tucci), le indagini dischiudono scenari inquietanti.

Poco più a sud, a Lilyhammer in Norvegia (Lillehammer la città reale), affascinato dai posti visti in tv durante le Olimpiadi del 1994, si trasferisce l'ex mafioso sotto protezione Frank Tagliano (Steven Van Zandt, chitarrista di Springsteen che entrerà nella terza stagione). Ma una volta lì, di fronte all'ostica quotidianità tra residence desolanti e boschi cupissimi, l'ex boss ricorre agli antichi metodi che lo fanno sentire come a casa.

Viaggiando verso Ovest, si arriva nell'algida Belfast, Irlanda del Nord. Anche qui case sull'acqua, il porto, una convivenza «a misura d'uomo». Ma in The Fall (confermata la terza stagione) un serial killer rapisce e sevizia donne sole in carriera. Deve arrivare da Londra la detective (Gillian Anderson) a prendere in mano la situazione.

Attraversando l'Atlantico si arriva a Duluth, Minnesota, al confine con il Canada, dov'è ambientata Fargo (su Sky Atlantic, come le precedenti), altra frontiera del rigore morale e meteorologico, altro «fuoridalmondo» dove gente enigmatica e taciturna cova vendette e dove un criminale psicopatico che ha la faccia di Billy Bob Thornton semina il panico.

Niente di nuovo, in fondo. Tutto cominciò nel lontano 1956 con la scrittrice Grace Metalious e la sua Peyton Place , la cittadina dominata dal campanile dove venivano in superficie turbamenti e morbosità dell'epoca. E proseguì con Twin Peaks , località dello Stato di Washington immaginata dal genio visionario di David Lynch, dove «i peccati» divennero «i segreti» e la dissoluzione serpeggiava tra i boschi di faggi. Oggi, però, c'è qualcosa in più. Assodata la corruzione e la criminalità delle glam-city, abbiamo creduto che il villaggio e la piccola comunità, soprattutto se dislocati nel nord puritano e rigoroso, fossero la dimensione giusta per ricominciare, ritrovare nuovi spazi e una migliore qualità della vita. Invece l'illusione cade e cambia solo la scena del crimine. In ognuno di questi posti tranquilli c'è qualcuno che arriva da fuori, dalla vicina capitale o dal lontano impero. Un criminale che prova a ripulirsi, un altro che esporta la sua ossessione. Oppure un investigatore esperto che deve risolvere il caso, impenetrabile per i locali. Si può fuggire da Los Angeles, New York e Londra, ma autoctono o d'importazione che sia non si riesce a fuggire dal male di cui siamo fatti. E che si mostra capillare e ben radicato. Almeno quanto il genere umano sul pianeta Terra.