Il piccolo faraone che fa sognare Padova

Il cognome è egiziano, come il papà, ma la mamma è ligure e l’astro nascente del calcio multietnico di casa nostra è italianissimo a tutti gli effetti: 18 anni il prossimo 27 ottobre, nato a Savona e collezionista di maglie azzurre, dalla under 16 alla 18, passando attraverso la under 17. Un bel cammino per Stephan El Shaarawy, soprannominato il «piccolo faraone», un trequartista talentuoso, imprendibile e veloce in campo, uno che spazia su tutto il fronte dell’attacco, scoperto da Michele Sbravati nel Legino, portato nel settore giovanile del Genoa nel 2003 (alla tenera età di 11 anni) e in questa stagione in prestito al Padova (con opzione di riscatto della compartecipazione da parte del Padova e contro opzione del Genoa). Ma il padrone dell’ultimo calciomercato, il presidente del Genoa Enrico Preziosi, uno che la vede lunga, ha già dichiarato che il ragazzo a fine campionato tornerà in rossoblu e se dovesse essere ceduto, viste le tante richieste arrivate, non lo sarà per meno di 20 milioni. Perché già nei mesi estivi a Preziosi le richieste per El Shaarawy erano arrivate a valanga: Manchester United, Arsenal, Real Madrid, Inter, Milan, Juventus. E scusate se è poco, visto che la primissima offerta di 100mila euro è subito lievitata a 6 milioni, tutte però respinte al mittente.
Ma lui, il piccolo faraone, faccia sveglia e capelli pettinati all’ultima moda con gel e tanto di cresta, non si è galvanizzato più di tanto, tutt’altro: «Sono giovane e ho ancora tanto da imparare e tutte queste richieste da parte di grandi squadre non mi hanno fatto girare la testa». Un altro al suo posto, forse avrebbe fatto un doppio salto mortale sapendo di essere così desiderato, ma Stephan è rimasto con i piedi per terra, seguito come un’ombra dai genitori e dall’agente Roberto La Florio. Dopo aver vinto tutto quello che c’era da vincere con la primavera (scudetto, coppa Italia e Supercoppa), ha esordito In serie A il 21 dicembre 2008 a Verona contro il Chievo, alla tenera età di 16 anni, il più giovane esordiente nella storia del Genoa e il sesto in assoluto nella classifica guidata dal romanista Amedeo Amadei.
Intanto a Padova è scoppiata la Shaarawy-mania, in particolare dopo il suo esordio con gol contro la Reggina e tutto l’Euganeo in piedi a tributargli la standing ovation al momento della sostituzione. «A Padova mi trovo bene, in campo e fuori e quando ho sentito quegli applausi da parte di tutto il pubblico mi sono venuti i brividi», afferma il ragazzo che il tecnico Calori utilizza con parsimonia: «È un giovane che ha qualità importanti, ma deve migliorarsi in tanti aspetti. Ha tutto per confermarsi nel futuro, ma deve crescere con serenità». E se lo dice Calori, uno che in carriera di campioni ne ha visti tanti, bisogna davvero credergli e iscrivere nella generazione di fenomeni anche il piccolo faraone.