Un piccolo milanese in campo col Portogallo

Samir, 6 anni, farà da mascotte ai lusitani che sfidano la Francia

Laura Sonzogni

«Mi alleno sempre con nonno Paolo e con i miei amici». È emozionatissimo Samir, 6 anni, uno dei fortunati bambini che domani accompagneranno in campo i giocatori di Portogallo e Francia, nella seconda semifinale dei mondiali di calcio di Germania 2006. Samir, che vive a Milano con la mamma Maria Vittoria, è volato ieri a Monaco dopo aver inviato una cartolina trovata in un Happy meal di Mac Donald’s.
È molto timido ma coraggioso e quasi si offende a sentir parlare di paura dell’aereo perché «è già la seconda volta che lo prendo». Non sa ancora a chi stringerà la mano domani, ma le sue aspettative ricadono sul portoghese Louis Figo, centrocampista dell’Inter, la sua squadra preferita. «È molto bravo a scuola, ha una vera passione per i libri» dice mamma Maria Vittoria. Prima del «grande evento» di domani e a poche ore dalla semifinale di Italia- Germania, Samir vivrà la sua personale sfida contro i coetanei tedeschi. Ad affrontare la nazione ospitante, una squadra multietnica di cui fanno parte, oltre a Samir e ad un altro bimbo italiano, piccoli campioncini inglesi, russi e svizzeri.
Sono oltre 1400 e provengono da quarantasette Paesi, i bambini coinvolti in questi mondiali. Samir non sembra preoccupato, ma solo contento di conoscere bambini da tutto il mondo. Più tesa mamma Maria Vittoria: «Lui ancora non si rende conto. Il calcio non è proprio il suo sport, quest’anno ha fatto nuoto. Speriamo che gli insegnamenti di nonno Paolo siano serviti e che tenga alta la bandiera nazionale.Forza Italia!».