Lo Piccolo, trovato il covo Grasso: "Cupola azzerata"

Il procuratore nazionale antimafia: &quot;Cosa nostra è senza vertice&quot;. Il bunker (<em>nella foto</em>) dove si nascondeva il boss nell'ultimo periodo era vicino alla villa di Giardinello <strong><a href="/a.pic1?ID=218539" target="_blank">dove ieri è stato catturato</a></strong>. All'interno un'agenda con nomi e numeri di tutte le vittime dell'estorsione della cosa di San Lorenzo

Palermo - La cupola di Cosa Nostra, la direzione provinciale che prende le decisioni, "oggi non esiste, Cosa nostra non ha un vertice". Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, nella conferenza stampa al Viminale dopo gli arresti di Salvatore e Sandro Lo Piccolo. "Bernardo Provenzano in un pizzino diceva che nella cupola di Cosa Nostra erano rimasti lui, Nino Rotolo e Lo Piccolo: sono stati tutti arrestati, quindi la cupola è stata azzerata. Altri vertici - ha concluso Grasso - oggi non ne conosciamo".

Il covo È stato individuato questa mattina dalla polizia il covo dove il boss Salvatore Lo Piccolo ha trascorso l’ultimo periodo della sua latitanza. L’immobile è nelle vicinanze della villa di Giardinello, a pochi chilometri da Palermo, dove ieri mattina il capomafia si era recato per tenere un summit e dove è stato arrestato assieme al figlio Sandro e ad altri due mafiosi, Gaspare Pulizzi e Andrea Adamo. Il covo è a circa 300 metri in linea d’aria dalla villa dove ieri mattina sono stati arrestati i quattro. Sul posto si trovano agenti della squadra mobile e una squadra dei vigili del fuoco. Secondo le prime informazioni si tratterebbe di un "rifugio temporaneo" che sarebbe stato utilizzato dai Lo Piccolo recentemente. Chi indaga sta cercando riscontri all’ipotesi che il boss vi abbia passato la notte precedente alla cattura. L’immobile sarebbe intestato a un uomo residente a Giardinello. 

Il libro mastro del pizzo Un libro mastro delle estorsioni è stato trovato nel covo di contrada Zucco dove gli agenti della squadra mobile hanno catturato i latitanti Salvatore e Sandro Lo Piccolo, Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi. Da ambienti investigativi si è appreso che non si tratta di un volume simile a quello trovato nel 1989 alla cosca dei Madonia, ma in questa rubrica in possesso ai Lo Piccolo gli inquirenti avrebbero scoperto decine di riferimenti a commercianti e imprenditori taglieggiati dalla cosca di San Lorenzo. Intanto sono finiti nella rete della squadra mobile anche i fratelli Vincenzo e Giuseppe Di Bella, ritenuti "fiancheggiatori" dei capimafia arrestati ieri.

Il boss in carcere Sono stati trasferiti in gran segreto, in nottata, in quattro differenti carceri tra Roma e il Nord Italia, il boss Salvatore Lo Piccolo, il figlio Sandro, il reggente del clan di Brancaccio, Andrea Adamo, e il carinese Gaspare Pulizzi, arrestati ieri mattina dalla polizia nelle campagne tra Montelepre e Giardinello. Salvatore Lo Piccolo, che è stato ascoltato sino a tarda sera negli uffici della Mobile da investigatori e magistrati, ha trascorso, dunque, la sua prima notte in un carcere dopo quasi 24 anni di latitanza.