Il Piccolo va in Fiera affari e cultura uniti

Sabrina Cottone

L'idea è di usare la Vela di Massimiliano Fuksas non solo per lasciar navigare gli affari ma anche per fare da cielo a spettacoli, performance, incontri con un pubblico internazionale attratto a Milano dalle esposizioni e trattenuto da parole musiche voci.
Non un sogno ma un contratto tra il Piccolo Teatro e la Fiera, una miscela di cultura e impresa. Sergio Escobar, direttore del Piccolo, si è impegnato a presentare almeno tre progetti di grandi spettacoli e occasioni d'incontro sul terreno dei padiglioni, Piergiacomo Ferrari, amministratore delegato di FieraMilano spa, ha assicurato l’impegno finanziario.
Il pubblico di elezione saranno gli espositori (e naturalmente i visitatori) della Fiera. «Studieremo idee che raccolgano la sfida degli spazi inventati da Fuksas. Si tratterà di lavori nuovi, pensati ad hoc, non di una semplice delocalizzazione di spettacoli storici come l’Arlecchino, perché ormai la delocalizzazione ha come palcoscenico i teatri esteri» assicura Escobar, ricordando come nella distesa di Rho-Pero ambienti grandi, vere e proprie distese urbane, si alternino a piccoli angoli in cui improvvisare spettacoli raccolti.
Ferrari aggiunge il punto di vista economico: «Puntiamo a internazionalizzare il più possibile il Nuovo Polo, così che possa competere con le fiere tedesche che sono le nostre principali concorrenti. Il nostro obiettivo è attivare stimoli culturali che arricchiscano l’offerta fieristica. Fiera e Piccolo sono due eccellenze di Milano riconosciute nel mondo, parte dell’immagine della città. Abbiamo unito i nostri sforzi e le nostre capacità. Adesso gettiamo il pallone avanti e rilanciamo».
Il calendario di Rho-Pero prevede l’apertura a partire dall’autunno con il Salone del Ciclo e poi più avanti il Mipel e il Micam, così saranno inventati spettacoli che si abbinino alle manifestazioni in calendario, secondo una formula che può portare gli organizzatori a fare da sponsor. Nel recente passato non mancano i modelli virtuosi di abbinamento cultura prodotto, dalla collaborazione con Bob Wilson per l’anniversario di Domus alle attività culturali in Triennale durante le più recenti esposizioni in FieraMilano City.
L’accordo tra Piccolo e Fiera prevede altri due punti e cioè «la valorizzazione delle rispettive attività all’estero», con una cooperazione sui progetti editoriali di comunicazione congiunta e un coordinamento tra il programma del Festival internazionale del Piccolo e il calendario delle manifestazioni fieristiche. «E da quest’anno il Festival non si svolgerà più in soli due mesi, ma sarà per così dire spalmato su tutto l’anno», annuncia Escobar.
Una sinergia con il mondo economico che è un po’ la filosofia del direttore del Piccolo: «Il futuro dell’economia è creare relazioni. E Milano deve essere capace di generare grandi idee strategiche e inventari accordi che generino nuove risorse. Così quello di Rho-Pero non è solo un progetto di intrattenimento pensato per chi fa affari né uno sfizio. Al contrario l’internazionalizzazione è un elemento fondante per qualsiasi attività che voglia creare valore».