Il Pico de’ Paperis di Matteotti che non si deve sottovalutare

(...) Nemmeno da Walter, che - ribadendo «Divertiamoci!» anche qualche giorno fa a Forlì - ha spiegato: «Per lo schieramento avversario, la politica è cupezza e odio. Per noi, anche se alcuni giornali hanno fatto dell’ironia su questo aspetto, è divertimento intellettuale e morale per cercare di rinnovare il Paese».
Io sono reo confesso: al di là di uscite fuori posto come quella su «cupezza e odio», in cui non mi riconosco nemmeno facendo sforzi sovrumani, Walter mi è simpatico. Non lo considero credibile politicamente, non penso che si possa far dimenticare Prodi e Visco e quello che rappresentano essendo il leader del partito di Prodi e Visco. Ma questa è un’altra storia. Umanamente, Walter mi è simpatico. E, anche dall’affollatissimo comizio di piazza Matteotti (quasi cinquemila persone contro le cinquanta che avevano accolto Piero Fassino l’ultima volta), è uscito questa specie di Pico de Paperis della politica. Sognante, a tratti surreale e coinvolgente. Comunque, da non sottovalutare. Sarebbe l’errore maggiore.
E allora mi piace riportare alcune delle lettere arrivate sul tema. Costanza Rebuffo Schiaffino, da Alassio, si complimenta cordialmente per l’articolo sul «divertimento di Walter, il “nuovo“ cinematografico che avanza. Mi è molto piaciuta l’analisi sulla nuova politica del divertimento e dell’inglobamento dell’anima berlusconiana. Peccato che il film a lieto fine sia solo nella testa del “ma anche“ nazionale». Parere condiviso da Luigi Fassone, amico di Camogli e grafomane incallito, che onora l’articolo su Walter e il «divertiamoci» dell’aggettivo «magistrale», di cui non gli sarò mai abbastanza grato. Così come gli sono grato del fatto che l’abbia inserito nel suo archivio personale, insieme al meglio del meglio del Giornale e anche di Libero. Troppa grazia, san Luigi (Fassone, da Camogli).
O, ancora, un altro amico affezionato: Olimpio Parodi, che mette l’ironia sul divertimento di Walter sul podio della sua personalissima classifica. E poi. Maria Lerro, da Torchiara in provincia di Salerno, si definisce un’anziana lettrice, è una dei tanti che ci legge anche da lontano e si complimenta per aver raccontato il pullmann di Veltroni nella versione fiorelliana. Soprattutto, si complimenta con Fiore e con i suoi autori: «Grazie redazione! Con l’articolo avete creato per i lettori l’atmosfera surreale che giornalmente, nel corso della trasmissione radiofonica Viva Radiodue, percepiscono gli affezionati ascoltatori ed estimatori di Fiorello e dei suoi eccellenti compagni di avventure e invenzioni esilaranti». Giudizio condiviso anche da Andrea Cevasco, che invece è genovesissimo.
Insomma, è il «divertimento» causato da Walter che incuriosisce i nostri amici e lettori. Che sia vero o figurato, piace comunque. Se sia volontario oppure no, vabbè, quella è un’altra storia.