A piedi fino a Roma contro i Pacs

E meno male che tutte le strade portano a Roma: se non altro, sarà impossibile sbagliare tragitto. Perché il cinquantottenne Luigi Nervi, ex comandante dei vigili urbani di Acqui Terme, in questi giorni sarà già troppo impegnato a sopportare i dolori a muscoli e ossa, le vesciche ai piedi e la stanchezza, ma soprattutto a sostenere la propria battaglia civile.
«Pacs, matrimoni gay, poligamia. Dove andrà a finire la famiglia?» si chiede Nervi che, appesa la paletta al chiodo, ora fa il consulente matrimoniale e ai problemi legati all'istituzione familiare si appassiona sinceramente, soprattutto in questi tempi di zapaterismo serpeggiante. E allora ecco l'impresa: da Acqui fino alla Capitale a piedi per farsi trovare il prossimo 31 gennaio di buon mattino davanti a Montecitorio e scambiare due parole coi politici, «soprattutto quelli cattolici», per ribadire lo slogan «Giù le mani dalla famiglia» che l'estrosa ex guardia municipale porta ben visibile sul mantello color giallo canarino che indossa sopra la tuta.
La marcia solitaria di Luigi Nervi è iniziata il giorno di Santo Stefano tra la perplessità di amici e familiari. Una ventina di chilometri al giorno ai bordi delle strade statali, con pernottamenti in alberghi o pensioni, attraverso la Liguria, la Toscana e il Lazio. «Faccio tutto a spese mie - racconta Nervi, raggiunto telefonicamente ieri pomeriggio mentre si trovava a Riccò del Golfo, in provincia di La Spezia - e non ho chiesto una lira a nessuno. Non ho sponsor, né appoggi politici». Distrutto dai chilometri («oggi, per dirne una, ho trovato pioggia per metà percorso. Avevo dimenticato l'impermeabile nel bagaglio che avevo spedito alla pensione»), ma determinato ad andare avanti nella sua singolare iniziativa, l'ex vigile annota ogni sera i suoi appunti di viaggio, che poi invia ad un amico che cura il suo sito internet. Sito che, a quanto pare, ogni tanto è vittima di qualche attacco da parte di hackers «progressisti».
Le prossime tappe? Si improvvisa. Di sicuro il pellegrino anti-Pacs ha deciso di fermarsi per oggi a San Terenzo, poco prima di Lerici, dopo aver attraversato il capoluogo. Dopodiché si vedrà, sempre mantenendosi sulla ventina di chilometri giornalieri. In attesa, eventualmente, di una telefonata da parte della moglie: l'unica che può convincere Nervi a desistere, anche se - assicura il protagonista della podistica impresa - per ora lo sostiene pienamente.
Chissà se la gentile consorte continuerà a farlo anche nelle prossime settimane, oppure si farà sopraffare dalla preoccupazione per la salute del marito. Il quale, se dovesse alla fine varcare le porte della Città Eterna, potrà fare spallucce e dire che, in fondo, arrivare a Roma è stata una passeggiata.