Piepoli: «La data del voto è legata alla pensione dei parlamentari»

«I deputati non lasceranno prima di aver maturato il diritto al vitalizio»

Professor Piepoli, quale sarà il destino del governo nel 2008?
«Resisterà piuttosto a lungo. Non so se tutto l’anno ma resisterà ancora perché non c’è la volontà politica di affossarlo. Ci sono circa 400 peones eletti per la prima volta. Che interesse hanno ad andare a casa prima dei 2 anni 6 mesi e un giorno, tempo tecnico per avere la pensione?».
Se Prodi cade si va al voto o si forma un governo di larghe intese?
«Non si va al voto, per la ragione di cui sopra e anche perché provocherebbe una strage nei vertici dei partiti. Si andrà alle urne nell’aprile del 2009 votando anche per le Europee in un solo giorno».
Si andrà al referendum o i partiti riusciranno a fare la riforma elettorale?
«Il referendum non si farà. Faranno qualsiasi cosa pur di evitarlo».
Il centrodestra riuscirà a ritrovare la pace?
«Sarà obbligatorio ritrovare la pace. Ma io mi auguro che arrivi un governo capace davvero di guidare l'Italia. Dov’è la patria? Dov’è il Paese? Siamo alla deriva e il caso Alitalia lo dimostra».
L’abbraccio Berlusconi-Veltroni è soltanto fantapolitica?
«Concordo con Pansa - uno dei pochi cervelli pensanti che abbiamo - che auspica questa soluzione. Se rivaluta Berlusconi lui che è un uomo di sinistra, figurati un Piepoli che è un agnostico. L’accordo tra Veltroni e Berlusconi non è un inciucio è una necessità per il Paese. E l’obiettivo è uno solo: la legge elettorale».
Qual è il suo auspicio per il 2008?
«Che ci sia un governo che non ci espropri. La disaffezione è forte. Guardi in questi ultimi mesi è successo di tutto, da Grillo alla nascita del Partito Democratico e del Popolo delle libertà. Ma non si è mosso nulla nei sondaggi. È tutto cristallizzato, pietrificato. Non mi era mai successo in tutta la mia carriera. O la gente se ne frega o è incazzata o ciascuno si aggrappa al suo partito in mancanza di meglio. I partiti cambiano nome ma sono come lottatori di sumo che si prendono per le braccia, cercano di rovesciarsi ma non si muovono di un centimetro».