Pier Ferdinando cita Putin E Cesa scoppia a piangere

da Roma

C’è la rabbia e l’orgoglio della navigazione solitaria, nel battesimo della campagna elettorale dell’Udc. Il desiderio di motivare i militanti e scacciare via le sirene del Popolo della libertà, polo di attrazione potente da cui molti esponenti centristi si fanno volentieri conquistare. C’è la commozione di Lorenzo Cesa che cita il suo «grande amico Pier» e non ce la fa a trattenere le lacrime. La presentazione del nuovo simbolo con la scritta «Unione di Centro», quella del candidato sindaco per il Comune di Roma, Luciano Ciocchetti, e quello per la Provincia, Armando Dionisi. E, naturalmente, l’intervento finale di Pier Ferdinando Casini che, sullo sfondo di una scenografia all’americana, saluta la moglie Azzurra in prima fila nonostante la gravidanza e detta il suo manifesto di «realismo e responsabilità», tornando ad attaccare tanto il duopolio Pd-Pdl - «è come un Gattopardo, fa finta di cambiare tutto per non cambiare niente» - quanto la richiesta di voto utile. «Anche Putin in Russia parla di voto utile ma - avverte Casini - se qualcuno spera di trasformare l’Italia nella Russia di Putin, se qualcuno ha nostalgie di questo genere, noi non ci stiamo».
L’apertura della campagna elettorale è anche un’occasione per intercettare i volti nuovi che si affacciano nelle liste dell’Udc. Su tutti, in terza fila nell’Auditorium di Via della Conciliazione, spicca un volto notissimo, quello di Luciano Moggi. Un’apparizione a sorpresa in un’occasione pubblica che rende sempre più concreta l’ipotesi di una sua discesa in campo con l’Udc. Per lui si vocifera di una candidatura al Senato in Puglia e Calabria. Lucky Luciano, per il momento, non conferma e al cronista che lo avvicina mentre firma decine di autografi, si limita a rispondere con un sorriso. «Io mi interesso di sport ma sono anche un cattolico e voglio capire quale futuro ci può essere per l’Italia. Voglio capire bene le proposte di tutti. Ecco perché sono venuto ad ascoltare le parole di Casini». Ma le piace il programma del leader dell’Udc? «Mi piace il suo modo di operare. Posso dire che sono rimasto molto soddisfatto sentendolo parlare».
Sull’ingresso in politica dell’ex general manager juventino se ne saprà di più nei prossimi giorni. Ora, per l’Udc, è il momento di posizionarsi sul mercato della politica costruendo l’immagine del Davide che lotta con la fionda contro la forza di Golia. «Avrebbe dovuto soccombere, invece vinse. Una causa giusta può sovvertire ogni pronostico. Del resto, anche sulla base degli attuali sondaggi, siamo in piena crescita». Il tutto condito da un forte richiamo ai valori cristiani. E da cinque «stelle polari» che segneranno la campagna elettorale centrista: autorità, merito, senso del dovere, qualità e difesa della vita.