Pieraccioni tra corna e macchiette

Ha scarso brio «Una moglie bellissima», tutta attorno alle forme di Laura Torrisi

Moglie bellissima, storia tristissima. Scritto, diretto e interpretato da Leonardo Pieraccioni, il film celebra il Natale con corna coniugali alle quali mancano brio, ironia e malinconia borghese, rimpiazzate da una rustica mestizia, implicita nell'abbandono di un popolano (Pieraccioni) da parte della moglie altrettanto popolana (Laura Torrisi), invaghitasi del fotografo (Gabriel Garko) che ne ha fatto tardivamente un'icona erotica. Più mesta ancora la sostanza, dietro l'apparenza consolatoria, del finale, che allude alla zoppia come marchio del diavolo. Se almeno la cifra del film non fosse il buonismo di Giovanni Veronesi (co-sceneggiatore), ma la cattiveria di Piero Chiara, Una moglie bellissima avrebbe un po' di coerenza. Invece procede per fiacche macchiette, come quelle affidate a Massimo Ceccherini (venditore ambulante), Rocco Papaleo (altro ambulante) e Toni Sperandeo (parroco senza fede). Vana, fra loro, la comparsata di Francesco Guccini.
Infatti qui tutto, fin dal titolo, ruota attorno alle tette mediterranee della Torrisi, salvo attribuire al suo personaggio una fedeltà decennale, garantita da asseriti rapporti intimi quotidiani, però infecondi, che stride col suo esibizionismo. Che però prelude alla prostituzione cartacea: consenziente il marito, sarà lasciva nel calendario da edicola, accettando una proposta indecente. Dov'è l'indecenza, di questi tempi? Nell'adesione data quando il compenso iniziale raddoppia. Ora anche i popolani - una volta ricchi, almeno in pudore - hanno un prezzo, solo ce l’hanno più alto. Per una volta, l'invisibile mano del mercato è stata generosa.

UNA MOGLIA BELLISSIMA di e con Leonardo Pieraccioni (Italia, 2007), con Laura Torrisi, Gabriel Garko. 96 minuti