Pieraccioni: il mio film di Natale proposta indecente alla toscana

«Una moglie bellissima» avrà nel cast l’affascinante modella Laura Torrisi, reduce dal GF6

da Roma

È in grande forma Leonardo Pieraccioni, il salvacinema italiano con la sindrome del cabarettista, che vuole sale piene e risate a crepapelle. Racconta barzellette, scherza e, cosa che lo distingue dalla gran parte dei suoi colleghi afasici e musoni, spiega per filo e per segno come sarà Una moglie bellissima, il suo film di Natale (uscirà il 14 dicembre), prodotto da Levante e Medusa, qui anche distributrice dell’erigenda commedia, da girarsi in nove settimane, tra le Seychelles, Roma e Anghiari, paese dell’Aretino, noto per aver ispirato, a Leonardo da Vinci, un celebre affresco con tumultuose scene di battaglia.
Nel cast, oltre al regista (nel ruolo del protagonista Mariano, maritino geloso ed erbivendolo), l’affascinante modella mora Laura Torrisi (già vista nel sesto Grande Fratello, sarà la sposa Miranda), il fusto Gabriel Garko (ovvero Andrea, fotografo della rivista del lusso Beautiful Life), lo stralunato Massimo Ceccherini, nei panni dell’ambulante religioso, che riporterà sulla retta via lo smagato Don Pierino (Tony Sperandeo), non senza baciare un cane (come fa Asia Argento in Go-go Tales di Ferrara). E, ancora: Rocco Papaleo, che di professione testa parrucche, e Francesco Guccini, alias regista di Grease, musical allestito dalla filodrammatica del paese. Insomma: squadra che vince non si cambia e, tra gli amici di sempre e le atmosfere da provincia sana, immemore dei delitti e delle pene, ecco le premesse per un «Ciclone alla rovescia», messo in piedi con più maturità.
«Si tratta d’un film molto corale, una Proposta indecente alla toscana, su un uomo e una donna, che vendono frutta e verdura e si amano come solo i semplici sanno fare», spiega Pieraccioni, autore di soggetto e sceneggiatura con Giovanni Veronesi, suo sodale storico. «Niente da fare: il film è più forte di me e quest’anno ho un cast formidabile. A partire dalla Torrisi, autentico talento, che non aveva mai fatto un provino per il cinema, perché quelli del Grande Fratello si attirano antipatia. Invece, lei è perfetta, con quella sua vestaglina, che risveglia ogni possibile erotismo», celia Leonardo, annunciando come probabile, ma non certo, il classico lieto fine.
Dopo aver scoperto la Torrisi all’edicola («nella fotina d’un rotocalco per culturisti indossava una cintura sexy al posto del reggiseno»), Pieraccioni ha scritto il suo film di getto. «Sarà un film comico divertente, lo sento. E giro soltanto film che vorrei vedere io, facendolo al mio meglio. La commedia è il genere che funziona di più, da noi: basti pensare a Manfredi, a Tognazzi, a Monicelli, a Risi. Noi siamo solamente i cugini poveri di quei grandi, ma, alla fin fine, i miei film devono piacere alla mia mamma. L’importante è non tornare a fare il magazziniere. Anche perché il magazzino dove lavoravo, me lo sono comprato».