Pierdavide Carone è una rarità

E non è mai troppa la meraviglia che si merita questo ragazzetto tarantino classe 1988, scombiccherato e timidissimo, uno dei pochi capace di essere autore, polistrumentista e cantante (anche se non è il suo forte) senza tirarsela troppo, anzi, e mescolando l’evidente amore per la musica con un linguaggio puntuto, clamorosamente in sintonia con la sua generazione (ma non solo, basta ascoltarlo). Pierdavide Carone fa ciò per cui è nato: raccontare storie musicali e poco importa che danzino sul filo ambiguo teso tra musicista e ascoltatore come in Distrattamente (fan) o che in Aué declinino in tarantella un ritratto della Puglia che neppure un sociologo. Lui è senza dubbio uno dei giovani autori più fertili e imprevedibili, una rarità che è meglio tener d’occhio senza troppi snobismi perché talenti così, credeteci, arrivano solo ogni tanto.