Piermarini, in prima mondiale il film sulla Divina

Il 16 settembre del 1977 moriva Maria Callas, la cui leggenda è legata indissolubilmente alla storia dell'interpretazione. Nel trentesimo anniversario della scomparsa, la Scala la ricorderà rendendole omaggio con diverse iniziative.
Il 14 settembre si inaugureranno al museo Teatrale e nel Ridotto dei palchi due mostre. La prima con i costumi di scena e la seconda: «Dietro le quinte». Si potranno vedere i vestiti originali che la Callas indossò nelle sue interpretazioni sul palcocenico del Piermarini e sarà possibile ammirare una ricca raccolta di immagini fotografiche della «Maria» fuori scena.
Sarà però domenica 16 il punto clou delle manifestazioni, giorno in cui la Scala presenterà in prima mondiale il film «Callas» di Philippe Kohly. E se la Scala - per diritto - ha la precedenza nella notizia è il caso di dire che in tutto il mondo ci saranno eventi. Molti di questi verrano organizzati «per dovere», altri «per amore» e con il doveroso rispetto che si deve all'artista che ha cambiato la storia del melodramma.
Particolarmente toccante è la messa che si svolgerà per il secondo anno in una chiesa dell'Oltrepò: Montù Beccaria. Nell'anniversario della scomparsa, il paese ricorderà la morte di Maria Callas con un breve concerto di soli tenori in parrocchia seguito da una messa in suffragio della diva e di chi, indirettamente, ha fatto di Montù Beccaria il centro culturale della Callas: Antonio Valla.
L'anno scorso, a un anno dalla morte di Valla, il figlio di lui, Luigi, seppe che suo padre avrebbe voluto far dire una messa in memoria della Callas, sua cantante d'opera preferita. Morto nel 2005 a 97 anni, l’uomo, che a suo tempo aveva inventato la banda del paese, non aveva mai rivelato il segreto della sua ammirazione per la Callas. Fu soggezione, pudore ? Non lo sapremo mai: l'unica realtà è il suo lascito morale. Ogni 16 settembre far dire una messa per l'anima dell’artista.
Anche quest'anno il suo desiderio si avvererà. Il parroco, don Luciano, è già stato avvertito e ancora una volta cantanti validi si alterneranno per ricordare il «soprano del secolo». Saranno solo tenori, perché nessuna voce femminile osa cimentarsi con un mito. A far da corona alla manifestazione ci sarà anche il pregevole organo della chiesa finalmente restaurato.
«Cantare per una dea come la Callas sarà un onore per me - dice il giovane tenore Ivan Magrì-Romeo -. Con questo concerto in chiesa battezzo il mio duplice cognome che rappresenta il ricordo di mia madre che non ho più. Anche lei era un'artista, ma di prosa e questo concerto con l'organo in chiesa me la fa sentire ancora più vicina».