Del Piero non si fida della Juve E la Juve non si fida di Del Piero

Alex chiede un contratto fino al 2010 senza condizioni; Blanc non cede: sì al rinnovo, ma anno per anno

da Torino

Un sinistro da fuori area. Uno sguardo al cielo. E il pugno chiuso e agitato appena. Così Alessandro Del Piero ha festeggiato il suo primo gol della stagione, mercoledì sera contro il Napoli. Gol non ufficiale, come tutti quelli di questi giorni, ma arrivato in un momento particolare: quando cioè il popolo juventino aspetta di capire se davvero la Juve che sta nascendo può essere subito competitiva per i massimi traguardi. E quando gli stessi milioni che hanno il bianconero nel cuore non vedono l'ora che si concluda positivamente la vicenda del prolungamento del contratto del loro capitano: il quale arriverà a scadenza il prossimo giugno, avendo però tutte le intenzioni di allungare il più possibile la propria militanza in bianconero. Il problema è che per adesso la società ha lanciato solo segnali di fumo, continuando a indicarlo come «bandiera da cui non si può prescindere» ma non gratificandolo come lui avrebbe desiderato. Tradotto: il numero dieci sogna di arrivare fino ai Mondiali del 2010 e gradirebbe legarsi alla Juve fino a quella data, senza se e senza ma. Da questa parte gli hanno risposto «volentieri, ma decidiamo di anno in anno e diminuiamo anche lo stipendio che attualmente raggiunge i 5 milioni a stagione».
Lesa maestà, hanno urlato i delpieristi più convinti: lui stesso ci è rimasto un po' così, senza però mettere su musi come certi compagni né lasciandosi andare a gesti plateali tipo quello di Trezeguet lo scorso giugno. Non è tipo, Del Piero, diventato torinese al punto tale da avere assunto i comportamenti un po' understatement di cui vanno orgogliosi i piemontesi. Così è sceso in campo a Napoli nella prima delle due partite del «Moretti» e non ha fatto altro che il proprio lavoro: prima nel tridente, poi da rifinitore. Un gol e qualche buona giocata, che di questi tempi in casa Juve è tutto grasso che cola: contro il Sunderland, tanto per gradire, aveva spedito in rete Molinaro impedendo così che la sua Juve venisse battuta per la terza volta in altrettante partite della tournée anglotedesca. Ranieri se lo coccola: «Del Piero è il calcio», ha detto appena arrivato a Torino. «È unico, mi ha impressionato», ha ribadito dopo averne applaudito il gol contro i partenopei. La Juve rischia di «essere» Del Piero anche quest'anno: di sicuro lo è per i tifosi, che per lui stravedono e anzi lo adorano. Sui forum la discussione non può nemmeno partire: il capitano non si discute, si ama. Soprattutto adesso, avendolo visto capace di rialzarsi dopo la bocciatura ai tempi di Capello e non fare una piega in serie B: 20 gol, titolo di capocannoniere e, nel complesso, 217 reti nella carriera juventina (il migliore di sempre), 519 presenze e sempre quel sorriso enigmatico sul volto. Lui e Sonia hanno tenuto nascosto la gravidanza per cinque mesi, fino a una decina di giorni fa: si erano anche sposati di nascosto, non amano i clamori e preferiscono una giornata trascorsa sul green di un campo da golf alla baldoria di certi ritrovi vip. Anche per questo il gol segnato al Napoli non è stato seguito da rivendicazioni fatte a mezzo stampa: «Preferisco che parlino i fatti», ha detto un mese fa lui, limitatosi ieri a scrivere sul suo sito: «Abbiamo disputato due buone gare e sono contento di aver segnato un gol. Mi sento bene e non mi pongo limiti: se ho retto una stagione massacrante come quella passata, perché non dovrei fare altrettanto in serie A?». A novembre compirà 33 anni: ecco perché la Juve ha pensato che spingersi con un contratto garantito fino a giugno 2009 avrebbe potuto essere sufficiente. L'orgoglio del campione pretende uno sforzo in più. E vincerà quello, molto probabilmente.