Del Piero stravince e il Milan fa acqua

Juve tutta cuore, Marchisio, Melo e Bonucci super I rossoneri illudono 10 minuti, Gattuso infaticabile. Il Milan parte con una traversa di Ibrahimovic, ma poi va in rete
Quagliarella e raddoppia Del Piero. Accorcia le distanze un colpo di
testa di Ibra

Milano Proprio come 5 anni prima. Porta buono alla Juve perdere una pedina fondamentale per squalifica da prova tv. Allora, con Capello in panchina e Ibra fuori, toccò a Del Piero e Trezeguet mettere il sigillo alla sfida dell'8 maggio che di fatto consegnò lo scudetto (del campo) ai bianconeri. Questa volta i tormenti settimanali del popolo bianconero sono legati all'assenza di Krasic.
Ieri sera ancora Del Piero, sempre lui, ieri, oggi e domani, vale sempre Alex, e Quagliarella, mettono il sigillo alla serata d'onore della Juve di Delneri maltrattata dalla sorte (perso Chiellini prima del riscaldamento, Martinez durante la sfida). Tutto quello che gli toglie la sventura, e forse anche qualcosa che non funziona dalle parti di Vinovo, gli arriva dalla gagliarda prova del campo e dalla splendida esibizione di alcuni giovanotti chiamati a fornire una prestazione super: così Marchisio e Felipe Melo, Bonucci e persino Legrottaglie, anche Pepe utilizzato nell'emergenza da terzino, riescono a mettere sotto il Milan nella serata in cui, sotto gli occhi di Silvio Berlusconi, i rossoneri possono andare in testa alla classifica e scavalcare per la seconda volta l'Inter, passata a Genova la sera prima.
È tutta cuore, corsa e organizzazione tattica la Juve di Delneri capace di realizzare la sua prima impresa dell'anno ricorrendo nei primi minuti alla bravura di Storari e poi, strada facendo, al sacrificio collettivo. Si difende in dieci la Juve e attacca in 4-5, a testa bassa specie quando nella ripresa riesce a trovare, grazie al secondo erroraccio di Antonini, il gol di Del Piero che è la perla della serata.
Il Milan di Allegri illude la sua folla per dieci minuti buoni in cui succede di tutto, in attacco. Schianta la traversa con Ibra, confeziona altre manovre d'attacco di grande efficacia prima di spegnersi come un fuoco d'artificio di cortissima miccia. Non funzionano troppi meccanismi per non pagare dazio: intanto dietro, sul lato di Antonini, si apre una falla enorme da cui imbarca acqua il povero Abbiati, poi a centrocampo lotta e sgobba solo Gattuso, mentre davanti Ibra va a intermittenza e Pato è assolutamente da bocciare, troppo involuto e pasticcione per non meritarsi la sostituzione con Inzaghi che in pochi minuti fa meglio del giovane talento brasiliano.
L'arrivo di Seedorf, a metà ripresa, invece di migliorare la qualità delle giocate, se può, le peggiora a tal punto da suscitare nella platea amica la solita rumorosa testimonianza. Il gol di Ibra, a 8' dalla fine, meritato dopo tanti tentativi murati da Storari e soci, arriva a partita ormai compromessa e la Juve lo subisce senza avvertire alcuna vertigine, anzi controllando gli ultimi minuti con il temperamento della squadra di rango e di grandissima esperienza.