Il Pierrot ideato da Bordon ci racconta «le età indifese»

Chi di voi ha avuto il privilegio di assistere a una replica dell’intenso Le ultime lune, lavoro in cui anni fa Marcello Mastroianni ci ha omaggiati della sua ultima grande prova teatrale, può avere un’idea chiara di ciò che il drammaturgo, scrittore e regista triestino Furio Bordon intende per «le età indifese». È infatti questo il leitmotiv che lega quel primo straordinario testo al più recente La notte dell’angelo, atteso per questa sera all’Eliseo con la regia dello stesso autore e con Massimo De Francovich e Daniella Giovanetti protagonisti. Le «età indifese» di cui si parla nel dittico sono quelle dell’infanzia e della vecchiaia; le fasi della vita in cui siamo più deboli, più vulnerabili, più bisognosi degli altri. Ma anche quelle in cui gli altri possono rivelarsi dei lupi famelici e feroci, aguzzini senza scrupoli prodighi di soprusi e violenze (e basti leggere le cronache quotidiane per rendersene conto). Superando le rigide convenzioni spazio-temporali e confondendo realtà e immaginazione, Bordon ci trasporta adesso dentro il rapporto tra una donna/figlia seriosa e intelligente, che ci appare da viva, e due figure già trapassate: il padre di lei e un ragazzo, sdoppiato a 18 anni e a 9 anni. Saranno proprio le rivelazioni di questo giovane (Guido Sbudelli) a condurre padre e figlia a un dolente ma necessario confronto. Lo spettacolo, proprio perché basato su una partitura molto libera, prevede anche la presenza in scena di una marionetta manovrata da Massimo Gambarutti: una specie di Pierrot bambino compassato e malinconico che ben simboleggia il senso dell’età indifesa. Al resto pensa poi la toccante prova degli interpreti, entrambi noti per misura e raffinatezza espressiva. Repliche fino al 15 novembre. Info: 06/4882114.