La pietà disneyana

Che siamo in grado di attribuire dignità umana a cani e gatti ­ superiore a quella per molti umani, talvolta - già si sapeva. Non è chiaro, invece, in base a che cosa certi moti pietosi verso gli animali scattino o meno. C’è una sproporzione, per esempio, tra la nostra relativa indifferenza nel vedere un gatto spiaccicato sull’autostrada e il chiamare talvolta i pompieri perché uno è incastrato su un albero. Non ci facciamo problemi a schiacciare un verme, ma ce li facciamo dopo che lo stesso verme è diventato farfalla. La nostra è una pietà di stampo disneyiano: l’eventuale rarità dell’animale è assai meno importante della sua simpatia e della sua somiglianza a un giocattolo o a un soggetto da cartoons. A Ponza, ieri, per salvare una tartaruga ferita (da un pescespada, non da una barca) hanno mobilitato subacquei, capitaneria di porto, una stazione geologica e un centro di riabilitazione. Gli avessero segnalato uno scorpione ferito ­ ce ne sono di altrettanto rari ­ avrebbero riso. Ora che è estate, poi, siamo già pronti a commuoverci per qualche delfino arenato sulla spiaggia: dopodiché, portato giù il cane, molti di noi scorderanno di riportarlo su.