«Le pietre più preziose? Quelle che mi emizonano»

Lucia Serlenga

Arte, architettura, design, profumo di poesia e sfida tecnologica: Vhernier ha cambiato il linguaggio dell'alta gioielleria. «Siamo veri gioiellieri perché portiamo lo stesso rispetto per una pietra da cento euro e per una da 100 milioni», dice Carlo Traglio, presidente e amministratore delegato di Vhernier, grande designer di gioielli, appassionato ricercatore di pietre preziose, collezionista di opere d'arte moderna e contemporanea. Vhernier ha imposto nel panorama della haute joaillerie percorsi non consueti nel tracciato della modernità. «La nostra grande sfida è creare gioielli che siano più vicini al nostro modo di vivere, qualcosa di nuovo, con disegni non convenzionali e materiali innovativi: la collana Calla, una delle più note icone di Vhernier nata diversi anni fa, è un esempio di come interpretiamo il gioiello, elementi in ebano abbinati a elementi in full pavé di diamanti» spiega Traglio che da giovanissimo ha appreso l'arte orafa dal maestro gioielliere Frattini. Poi, da studente della facoltà di Giurisprudenza a Losanna, ha lavorato per le aste di gioielli di Sotheby's e ha continuato a disegnare e realizzare gioielli anche quando, dopo la laurea, ha preso in mano le redini dell'azienda di famiglia che si occupava dell'imbottigliamento della Coca Cola in Italia. «Mi piace pensare che i gioielli Vhernier abbiano in sé la magia delle forme, data dalla contaminazione tra arte, architettura e design, espressioni che da sempre fanno parte del nostro dna e sono fonte di ispirazione» sottolinea fiero di aver acquistato nel 2001 Vhernier mantenendo la tradizione dell'azienda nata nel 1984 a Valenza come laboratorio orafo. «La forma e le sfumature di colore di ciascuna pietra sono parte integrante dell'idea Vhernier; scelgo personalmente ogni pietra e le più belle non sono solo quelle tradizionalmente ritenute le più preziose; mi piace sorprendere attraverso l'uso di materiali insoliti, gemme che siano anzitutto in grado di regalare un'emozione. Così come succede a me quando le osservo prima dell'acquisto: è una questione d'innamoramento, solo dopo arrivano le valutazioni più tecniche».